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martedì 8 Luglio, 2025

Inchiesta Romeo, Fravezzi torna libero. E Hager torna ad avere rapporti con la pubblica amministrazione

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All’ex commercialista bolzanino, però, i giudici hanno impedito di avere rapporti con la Provincia di Bolzano

Inchiesta «Romeo» su intrecci tra politica e affari. A distanza di sette mesi alcuni dei principali indagati hanno chiesto (e in parte ottenuto) dal tribunale della Libertà di Trento la revoca delle misure ancora in atto. Tra questi l’ex senatore ed ex sindaco di Dro Vittorio Fravezzi, tornato libero da ieri. I giudici del Riesame, a cui si erano rivolti i suoi avvocati Nicola Degaudenz ed Alessandro Meregalli, hanno fatto venire meno gli arresti domiciliari (scattati nuovamente ad aprile), disponendo comunque che si presenti tre volte a settimana in caserma per firmare, con il divieto di avere rapporti con le pubbliche amministrazioni che rimane però limitato territorialmente ai Comuni di Dro, Arco e Riva. Questo anche ora che il 57enne non riveste più la carica di presidente nella rsa Molino di Dro.
Sulla posizione di Hager
A ricorrere al Riesame anche l’ex commercialista bolzanino Heinz Peter Hager, che d’ora in poi potrà tornare ad avere rapporti con la pubblica amministrazione, non però con la Provincia di Bolzano. Così ha stabilito ieri il collegio — presidente Schiavo, a latere Santi e Aceto — a cui aveva presentato istanza di revoca della misura interdittiva l’avvocato Carlo Bertacchi, insistendo sul fatto che il suo cliente non ricopre più alcuna carica societaria e che non c’è più rischio di reiterazione, anche per il fatto che il presunto capo del sodalizio è in carcere a Vienna, e cioè il magnate austriaco René Benko del quale Hager sarebbe stato braccio destro per gli inquirenti. Una linea difensiva, questa, che non ha trovato d’accordo il pm Alessandro Clemente, non favorevole alla revoca della misura al commercialista che finora ha respinto con forza l’accusa di associazione a delinquere con metodi mafiosi. Negando di essere uno dei promotori del gruppo, di tessere rapporti, stringere alleanze e pianificare strategie.
Gli architetti altoatesini
Anche gli architetti altoatesini Fabio Rossa e Andrea Saccani, tra gli indagati dell’inchiesta «Romeo», di recente hanno ottenuto un’attenuazione (non la revoca) della misura interdittiva dal tribunale del Riesame che ha concesso loro di tornare ad avere rapporti professionali con le pubbliche amministrazioni ad eccezione del Comune di Bolzano.
Fravezzi, basta domiciliari
Accolto parzialmente, appunto, anche l’Appello presentato dalla difesa di Vittorio Fravezzi, che meno di un mese fa si era visto rigettare l’istanza di revoca della misura dal giudice per le indagini preliminari Enrico Borrelli. Come aveva già fatto, a fine maggio, il tribunale del Riesame. Riesame che ieri, in seguito all’udienza, ha ridimensionato solo in parte le restrizioni, sostituendo la misura degli arresti domiciliari con quella dell’obbligo di presentazione ai carabinieri per tre volte a settimana. Per quanto riguarda invece la misura interdittiva in atto, e cioè il divieto di avere rapporti con la pubblica amministrazione, i giudici hanno stabilito che l’ora in poi Fravezzi non possa esercitare attività professionale e imprenditoriale che implichi rapporti con le pubbliche amministrazioni dei Comuni di Dro, Arco e Riva.
L’ex esponente politico era «recluso» nella sua abitazione dal 18 aprile scorso, accusato di aver violato la misura interdittiva che gli aveva imposto il giudice a febbraio, quando lo aveva rimesso in libertà. E cioè il divieto di avere rapporti con la pubblica amministrazione, oltre all’obbligo di dimora. Sì perché il 57enne aveva fatto l’errore di rimettere piede nell’azienda pubblica di servizi alla persona «Residenza Molino» di Dro di cui allora era ancora presidente (ma nel frattempo ha provveduto a rassegnare le sue dimissioni).