Paganella
lunedì 17 Agosto, 2026
Incendio di Spormaggiore: la pioggia aiuta, ma l’allarme non è ancora cessato. E i Canadair hanno riversato 900 metri cubi d’acqua
di Redazione
Sedici corpi dei vigili del fuoco impegnati. Fugatti: «Tanto impegno e competenze in campo»
«Si è riusciti a contenere e controllare in sicurezza il fenomeno. Voglio ringraziare tutti per la grande collaborazione istituzionale e tra le forze intervenute sul campo. Sono stati giorni complicati, in un periodo di forte presenza turistica. È la dimostrazione che il gioco di squadra è essenziale per garantire sicurezza alla comunità».
Lo ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, nel corso del sopralluogo effettuato nel tardo pomeriggio di oggi alla base operativa allestita in località Priori, nel comune di Cavedago, da dove vengono coordinate le operazioni per lo spegnimento dell’incendio boschivo che da giorni interessa le pendici del monte Bedolé, in località Contra, sopra l’abitato di Spormaggiore.
Fugatti ha incontrato i vigili del fuoco volontari, il personale della Protezione civile e gli altri operatori impegnati nelle attività di spegnimento e bonifica, facendo il punto sull’evoluzione dell’incendio e sulle operazioni ancora necessarie.
All’incontro erano presenti anche il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna Stefano Fait, i sindaci di Spormaggiore, Alessandro Pezzi, Cavedago, Corrado Viola, e Andalo, Eleonora Bottamedi, oltre al presidente della Federazione dei Corpi dei vigili del fuoco volontari, Luigi Maturi.
La situazione è attualmente sotto controllo, ma l’incendio non può ancora essere considerato estinto.
«Lo consideriamo un sorvegliato speciale – ha spiegato l’ispettore dell’Unione distrettuale di Mezzolombardo Umberto Meneghini, coordinatore delle operazioni -. Non possiamo abbassare la guardia e abbandonare l’area fino a quando non arriveranno precipitazioni abbondanti».
Anche la pioggia caduta nel pomeriggio ha contribuito a bagnare e raffreddare il terreno, ma non è stata sufficiente per considerare superata l’emergenza. La precipitazione più intensa è durata circa 20 minuti, durante i quali sono caduti circa 10 millimetri di pioggia.
Successivamente, però, il diradarsi delle nuvole e il vento hanno favorito la riattivazione di alcuni focolai.
Domani droni e una fascia tagliafuoco
Il presidio dell’area proseguirà anche nelle prossime ore. L’elicottero sarà operativo indicativamente dalle 7 alle 20, mentre nella mattinata di domani è prevista una ricognizione preventiva con i droni, per individuare eventuali zone ancora calde.
L’obiettivo è mantenere sotto controllo il fronte ed evitare che il fuoco possa raggiungere il versante opposto. Un’eventualità che renderebbe ancora più complicate le operazioni, costringendo i soccorritori a intervenire contemporaneamente su entrambi i versanti.
Per questo motivo, nella giornata di domani le squadre a terra realizzeranno in quota una fascia tagliafuoco, così da impedire alle fiamme di raggiungere i mughi e riprendere vigore.
Dai Canadair oltre 900 metri cubi d’acqua
Durante l’incontro sono stati illustrati anche i numeri dell’attività svolta negli ultimi giorni.
L’elicottero dei vigili del fuoco permanenti di Trento ha effettuato circa 500 lanci, sganciando complessivamente circa 360 metri cubi d’acqua.
Il Canadair intervenuto nelle operazioni di spegnimento ha effettuato invece 69 lanci, per un totale di circa 414 metri cubi d’acqua.
Sul versante opposto, dal territorio di Sporminore, è stato inoltre organizzato il rifornimento idrico necessario agli interventi dell’elicottero. Dalle 23 del 15 agosto a oggi il consorzio irriguo ha effettuato 183 viaggi verso malga Prà di Giovo, trasportando complessivamente circa 350 metri cubi d’acqua, utilizzati per le operazioni aeree.
Al campo base sono inoltre disponibili circa 50 metri cubi d’acqua di riserva.
Sedici corpi dei vigili del fuoco impegnati
Da giorni sono impegnati nell’emergenza i 16 Corpi dei vigili del fuoco volontari del distretto di Mezzolombardo, a partire dal Corpo di Spormaggiore, guidato dal comandante Giuseppe Malfatti, che opera in costante raccordo con l’amministrazione comunale.
Alle operazioni partecipano inoltre i Corpi dei distretti di Cles, Fondo, Val di Sole e Trento, impegnati in particolare nel trasporto e nell’approvvigionamento dell’acqua con le autobotti.
Il coordinamento delle attività a terra viene svolto con la collaborazione dell’Unità di comando locale del Distretto dei vigili del fuoco volontari delle Giudicarie, mentre le operazioni aeree sono coordinate dal Direttore delle operazioni di spegnimento del Corpo forestale trentino, insieme ai propri collaboratori.
L’incendio, dunque, è oggi in una fase di maggiore controllo, ma l’emergenza non può ancora dirsi conclusa. Il terreno ancora caldo, la presenza di focolai e il rischio di una nuova propagazione impongono di mantenere il massimo livello di attenzione almeno fino all’arrivo di precipitazioni significative.
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