Scuola
martedì 27 Ottobre, 2026
In duemila (e sul piede di guerra) all’assemblea degli insegnanti: «Questo contratto è un pasticcio»
di Massimo Furlani
A un mese dalla partenza la protesta non si placa. Ecco cosa può succedere
Da quella serata alla sala inCooperazione è passato poco più di un mese. Per l’esattezza 33 giorni. Era il 24 settembre, infatti, quando in via Segantini, all’assemblea Flc Cgil gli oltre mille docenti presenti iniziarono la loro protesta con un movimento nato dal basso, il gruppo Istruzione di qualità, per chiedere un maggior riconoscimento del loro lavoro e dei conseguenti aumenti salariali. Di acqua sotto i ponti ne è passata: ci sono state le adesioni, le risposte, le rivendicazioni di indipendenza dalle sigle sindacali, le mobilitazioni degli studenti, gli incontri dell’assessora Gerosa prima con gli stessi docenti in protesta e poi con i sindacati. Ora la prossima data importante sul calendario è quella del 3 novembre, giorno in cui l’assessora avrà un secondo incontro con le organizzazioni. Ma intanto il tema rimane caldo: anzi, caldissimo. E lo si è visto ieri all’assemblea sindacale della sigla Delsa, la prima dopo lo scoppio della protesta.
«Logica decentrata»
L’aula magna dell’Itt Buonarroti di Trento era gremita con circa 400 insegnanti in presenza, ma gli spettatori a seguire l’evento in streaming online dalle 8 fino a mezzogiorno sono stati stabilmente sui 1700. Tradotto, potenzialmente, centinaia di lezioni «saltate» in tutte le scuole del territorio. «Un’assemblea che cade in un periodo e momento storico particolare – dichiara il segretario Mauro Pericolo – La scuola è in subbuglio per tante ragioni, c’è un livello di protesta e ansia sulla scuola e altri settori che è molto alto. La scuola sta reagendo in maniera importante, seguendo l’esempio di quanto accaduto a Bolzano: in seguito a quella mobilitazione sono nati dei gruppi che stanno portando avanti la protesta in modo civile ed equilibrato». Delsa, prosegue il segretario, non intende “rivendicare” in alcun modo l’attività del movimento, ma ne sottolinea il pieno sostegno alla causa: una lunga parte dell’assemblea viene infatti dedicata alle domande degli insegnanti che intendono aderire al «boicottaggio» senza incorrere nel rischio di un reato di interruzione di pubblico servizio. L’appello di Delsa è quello a seguire l’esempio dell’Alto Adige: «Il contratto provinciale deve seguire una logica decentrata, come accade a Bolzano – commenta il segretario – Questo contratto unico è un grosso “pasticcio”, soprattutto per quanto riguarda gli articoli 26, 28 e 29, che mistifica diverse posizioni. Ad esempio, sentiamo dire che i soldi in più che vengono dati in Alto Adige sono presi dal nazionale mentre noi in Trentino li togliamo al nostro bilancio. Questa è una falsa verità: il fatto è che Bolzano ha avuto l’intelligenza e la correttezza di non mescolare tutto quanto in un unico calderone, ma di distinguere invece le risorse dello Stato da quelle della Provincia, indirizzata a potenziare la qualità del scolastico. Si chiede un impegno importante e lo si retribuisce in modo degno. Ma i soldi messi a disposizione dallo Stato sono gli stessi anche a Trento, non accettiamo che ci dicano che “prendiamo” soldi dal bilancio provinciale. La verità è che a Bolzano non si mettono a “fare le pulci” alle richieste dei docenti: esempi sono la miserabile circolare che vieta l’utilizzo dei buoni pasto al di fuori dell’orario lavorativo, o l’introduzione di figure come i docenti Faber che ancora non si è capito bene chi siano».
Dirigenti invadenti
Ma c’è un altro tema delicato sottolineato da Pericolo: «Il disagio degli studenti è riconducibile anche ai crescenti conflitti all’interno del corpo docente – osserva – Al tavolo con l’assessora ho sollevato la questione: serve equilibrare il livello di incidenza decisionale fra docenti e dirigenti scolastici. Gli insegnanti non possono più entrare in tantissimi aspetti decisionali di loro stretta competenza, e oggi il confronto fra le due figure è diventato più conflittuale, perchè è difficile ragionare con chi decide ogni cosa».
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