Campi Liberi

lunedì 31 Agosto, 2026

Il «Sogno georgiano» fa sparire la protesta. E il percorso verso l’Unione Europea è al palo: storia di un paese ostaggio di blocchi contrapposti

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In una regione complessa come il Caucaso, alla ricerca di un equilibrio che preservi margini di autonomia e manovra. Reportage dalla Georgia
Davanti al Parlamento di Tbilisi la situazione non potrebbe apparire più tranquilla. I poliziotti di stanza sotto l’enorme colonnato chiacchierano e fumano, e davanti, sull’elegante viale Rustaveli, la vita scorre allegra e appena accaldata, in un’estate qui non troppo afosa. Le funivie portano i turisti sulle alture che racchiudono la città, sotto l’immensa statua della «Madre della Georgia», che regge in una mano una coppa di vino (bevanda, sembra, inventata proprio qui) e nell’altra una spada, a simboleggiare insieme la tradizionale ospitalità dei georgiani e l’orgoglio nazionale. Più sotto, tra chiese ortodosse georgiane e armene, sinagoghe, una moschea e persino un tempio zoroastriano, la giornat...

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