Trento

venerdì 7 Agosto, 2026

Il nuovo ponte di Ravina prende il suo posto: il video in time-lapse del varo. «Utilizzabile entro gennaio»

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È lungo 103 metri e costa 16 milioni: collegherà il sobborgo alla tangenziale

«È andato tutto bene: il ponte vecchio si è comportato come previsto e l’operazione è giunta a buon fine, pur con momenti di tensione inevitabili, perché ogni imprevisto può bloccare o far rimandare il varo». A parlare è Paolo Nicolussi Paolaz, progettista e responsabile dei lavori, visibilmente soddisfatto a seguito del completamento del secondo varo del ponte di Ravina, considerato alla vigilia come la fase più delicata e simbolica dell’intero progetto.
Il fischio d’inizio per la traslazione dell’intera struttura d’acciaio, dal peso di oltre 1000 tonnellate e lunga 103 metri, è scattato alle 9 di ieri e l’operazione si è conclusa senza intoppi nel giro di un’ora e mezza. Anche la minaccia del maltempo, con qualche goccia caduta nel cantiere a traslazione già iniziata, è fortunatamente rientrata senza creare disagi.
«Prima del varo – entra nei dettagli Paolaz – sono state realizzate e posizionate quattro travi metalliche sulla vecchia soletta del ponte in modo da far collaborare la nuova struttura con quella vecchia e garantire la portanza necessaria per il trasporto». Le previsioni sull’esito positivo del varo sono state confermate, ma è impossibile azzerare la percentuale di rischio: «Si fanno tutti i calcoli possibili, ma avendo utilizzato in maniera rilevante una struttura costruita negli anni Sessanta, le condizioni strutturali, seppur note per la stragrande maggioranza, lasciano comunque un margine di dubbio».

Ora che il ponte è stato traslato, il prossimo passo è spostarlo verso nord di una ventina di metri, affinché possa essere demolito quello vecchio. Tra circa un mese e mezzo, quindi, la nuova struttura verrà riposizionata nella collocazione definita e calata sugli appoggi già realizzati. A lavori ultimati, il nuovo ponte avrà un’unica campata, senza sostegni intermedi, eliminando il problema idraulico causato dai due piloni che affondano nell’acqua. Pur senza fare promesse, Paolaz vede la luce in fondo al tunnel, e già entro fine anno ci potrebbero essere novità: «Stiamo valutando la richiesta pervenuta dal Comune di Trento per garantire una viabilità provvisoria sul lato tangenziale, dato che l’appalto per lo svincolo non è ancora stato attivato. Il nostro obiettivo — afferma — è rendere l’opera fruibile alla collettività entro l’anno o al più tardi entro fine gennaio del prossimo anno, quindi in anticipo rispetto ai tempi previsti».
L’investimento fatto tocca i 16 milioni di euro, ma adesso, finalmente, può iniziare il countdown per vedere la bozza finale: «Vediamo concretizzarsi un’opera importante per la città e per l’intero territorio trentino — ha dichiarato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti — Il nuovo ponte, una volta ultimato, migliorerà infatti la viabilità di accesso al capoluogo, assicurando anche una maggiore sicurezza idraulica del fiume Adige». Tra i motivi che hanno spinto alla costruzione dell’opera, anche la volontà di perseguire una visione di medio-lungo termine su tutte le infrastrutture provinciali: «Parliamo di un lavoro che arriva dopo circa quarant’anni dall’ultimo intervento di questo tipo — ha sottolineato Fugatti — e che si collega al riordino degli accessi all’area del futuro Polo universitario e ospedaliero di Trento». L’appalto è stato vinto dalla Preve costruzioni di Roccavione (Cuneo), con un ribasso dell’1,009% e un importo complessivo pari a 12.548.461 euro.

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