Il caso
martedì 10 Marzo, 2026
Il Comune di Trento tenta di disfarsi della cittadinanza onoraria a Mussolini. Ma Lega e FdI annunciano: «Ci asterremo o voteremo contro»
di Simone Casciano
La tesi: «È decaduta con la morte». Il sindaco Ianeselli: «Cercano scuse»
La commissione dei Capigruppo del Consiglio comunale di Trento aveva 3 punti all’ordine del giorno, ma gli occhi di tutti erano fissati sul terzo, una delibera che recita «Revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini». Poteva essere un passaggio ordinario, in cui tutte le anime politiche del Consiglio comunale mettevano da parte le differenze per cancellare il nome del dittatore fascista dall’elenco dei personaggi illustri che hanno ricevuto tale riconoscimento, invece Fratelli d’Italia ha criticato l’iter in punta di diritto e la capogruppo del partito ha annunciato che alla futura votazione in Consiglio comunale: «voteremo contro o ci asterremo», una decisione destinata a far discutere.
Il confronto
La discussione inizia dopo un lungo scambio sul tema delle indennità dei consiglieri e parte subito con un botta e risposta. «Visto che il tema è complesso, rimandiamo?» chiede il capogruppo della Lega, Devid Moranduzzo, «quanto può essere complesso rimuovere la cittadinanza a Benito Mussolini?» replica il sindaco di Trento, Franco Ianeselli.
Il primo firmatario della delibera è il capogruppo del Partito Democratico Luca Filosi, seguito da altri esponenti di maggioranza. «È una proposta condivisa con tutta la coalizione – ha spiegato Filosi nel suo intervento – Abbiamo preso atto della situazione in occasione del censimento delle cittadinanze onorarie nella città di Trento. Lavorando alla documentazione degli archivi è apparso evidente che quella cittadinanza onoraria non è mai stata toccata, noi riteniamo che sia ora di revocarla».
Filosi ricostruisce il contesto e i metodi con cui fu concessa quella onorificenza. «La cittadinanza onoraria viene data a persone che onorano e portano lustro alla città. Quella a Mussolini arrivò nel 1924 con un sindaco prefettizio, quando non c’erano nemmeno un vero Comune, un Consiglio e un sindaco eletti. Le motivazioni di allora – una personalità politica che stava dando lustro all’Italia e i legami, in realtà limitati, con Trento – oggi sono chiaramente meriti inesistenti. Trento è una città che ha subito le politiche di Mussolini, in una Regione che ha fondato la propria autonomia proprio in contrasto al fascismo».
Le prime risposte degli altri capigruppo sono positive, anche di chi non fa parte della maggioranza. «Il rammarico è per una proposta che poteva essere condivisa e non solo della maggioranza, l’avremmo sottoscritta volentieri – osserva Giulia Bortolotti, capogruppo di Onda – Passeggiavo per Bergamo giorni fa e mi sono imbattuta in una manifestazione di CasaPound con lo slogan sulla remigrazione. I tempi di cui parla il consigliere Filosi nella sua disamina storica – corretta – si ricollegano anche al presente. Ho provato una sensazione di nausea, sconcerto e paura davanti a quella manifestazione. È l’evidente esaltazione di un periodo storico che qualcuno dice essere morto, ma che invece nella sua essenza è estremamente presente. Come gruppo sosteniamo questa proposta, che può sembrare simbolica ma ha anche un contenuto. Ringrazio la maggioranza per averla presentata».
I distinguo iniziano quando a prendere la parola è Fratelli d’Italia. La capogruppo Ilaria Goio ne fa una questione di diritto, di sfumature della giurisprudenza. «Le cittadinanze onorarie sono riconoscimenti personali legati alla persona che li riceve e al contesto storico. Esauriscono la loro funzione con la morte dell’interessato – spiega Goio – Porto un esempio: nel corso di questa legislatura è stata avviata in Parlamento una proposta di legge per revocare un’onorificenza a Tito. Il Quirinale ha puntualizzato che queste onorificenze sono legate all’esistenza in vita dell’insignito e decadono con la sua morte. Questo chiarisce che interventi di revoca non hanno alcun effetto pratico sulla realtà amministrativa. Un morto non può esibire un’onorificenza e una cittadinanza onoraria non comporta funzioni amministrative. Mussolini è morto: questa cittadinanza non produce alcun effetto. Ci chiediamo allora che senso abbia questa azione amministrativa. È inefficace».
Goio puntualizza che «il giudizio su Mussolini è netto ed è fissato nella Costituzione. Ma concentriamoci su ciò che interessa ai cittadini». Devid Moranduzzo annuncia la sua astensione in Consiglio comunale spiegando che «come autonomista credo che il nostro compito sia occuparci di Trento. Non mi piace il fascismo, ma nemmeno l’uso strumentale dell’antifascismo. Mi astengo, innanzitutto perché il metodo è sbagliato. Se l’obiettivo era la memoria comune avreste dovuto chiedere a tutti i partiti di sottoscrivere il documento. Avreste trovato porte aperte anche nel centro dell’opposizione, forse anche nel centrodestra, magari non con tutti ma con la Lega sì».
La replica è del sindaco Franco Ianeselli. «Goio dice che la cittadinanza onoraria vale solo per i viventi e termina con la loro morte. Però non capisco allora come l’abbiamo attribuita ai militi ignoti della Grande Guerra. Evidentemente esistono interpretazioni diverse. Se qualcuno trova scuse per bloccare tutto allora mi viene il dubbio che abbia fatto due conti con la propria base elettorale». «Le argomentazioni usate da FdI per non votare la proposta sono strumentali e rifiutano di entrare nel cuore della questione: una città si fonda anche su valori e simboli, costruiti nel tempo e ancora oggi attuali. FdI dica da che parte vuole stare» aggiunge Filosi.
Voti cercasi
Conclusa la capigruppo il voto sulla delibera verrà calendarizzato per il Consiglio comunale. Non sarà però un passaggio semplice. Perché la cittadinanza onoraria sia revocata servono i quattro quinti del Consiglio, significa 32 voti. La maggioranza ne ha 25. Si può calcolare che votino a favore anche Bortolotti e Tarter di Onda, Geat e Margoni di Generazione Trento e Demarchi di Prima Trento. Ne servirebbero altri due provenienti dai partiti del centrodestra e non è affatto scontato visto che anche De Leo di Forza Italia ha espresso perplessità.
E così, numeri alla mano, una cosa semplice, come togliere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, fascista, dittatore, criminale di guerra, responsabile di genocidio, può trasformarsi in un affare molto complicato.