Urbanistica
lunedì 28 Novembre, 2022
Il comune di Trento chiama i cittadini: «Costruiamo assieme la città del futuro»
di Simone Casciano
Nasce SUPERTRENTO, il percorso partecipato pensato per immaginare il capoluogo dopo l'interramento della ferrovia. Al via in aprile i primi incontri negli spazi dell'ex Atesina
Super significa: «Scenari Urbani Partecipati per l’Ecologia e la Rigenerazione». Super indica anche lo spazio che bisognerà immaginare, quello sopra l’attuale linea ferroviaria che, tra lo scalo Filzi e il quartiere delle Albere, verrà interrata. Super ricorda poi il dialettale «su per» che indica l’andare sulle montagne e da lì scrutare l’orizzonte. SUPERTRENTO vuole essere tutte queste cose. Si tratta del percorso partecipato lanciato dal comune di Trento per immaginare il futuro del capoluogo dopo l’interramento dei binari. Il progetto, realizzato in collaborazione con lo studio di architettura multidisciplinare Campomarzio, mira a coinvolgere i cittadini per costruire insieme la città del domani. La promessa è che il frutto di questo lavoro comune non rimarrà solo negli archivi e nei documenti, ma dice il comune: «Delimiterà i confini dentro ai quali saranno chiamati a muoversi i progettisti incaricati di disegnare i nuovi spazi urbani e di connetterli con l’interno, il fiume, i quartieri» con l’obiettivo di «accorciare le distanze fisiche e sociali e di alleggerire l’impronta ecologica della città». Il progetto sarà presentato ufficialmente martedì 6 dicembre alle 17 nella sala di rappresentanza di Palazzo Geremia. I primi incontri sono invece già in calendario per il prossimo mese di aprile in una sede significativa: l’ex Atesina. Da tempo si era alla ricerca di una destinazione alla struttura che ora, almeno temporaneamente, la ottiene come spazio sociale, culturale e innovativo. Se il percorso partecipato è quindi pronto a partire il progetto di interramento della ferrovia rimane invece per ora solo sulla carta. Rete Ferroviaria Italiana ha allo studio un piano di fattibilità, ma per i lavori servono fondi che, per il momento, né Rfi né la provincia di Trento hanno garantito.
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