Alto Adige

martedì 15 Settembre, 2026

Il collegio «italofono» in Alto Adige è realtà, spezzata la Bassa Atesina. L’opposizione insorge: «Siete dei bari»

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Urzì esulta: «Ripristinato il collegio Bolzano - Laives che una tempo elesse Mitolo. Finalmente sarà contendibile»

Nell’Aula del Senato c’è stato ieri l’ultimo tentativo da parte della Svp, ma non solo, di scongiurare la modifica del collegio della Bassa Atesina, quella voluta dal deputato Alessandro Urzì di Fratelli d’Italia «per garantire un seggio uninominale a un rappresentante del gruppo linguistico italiano». Prende la parola Julia Unterberger (Svp): «È già così. Sono stati eletti in quel collegio il senatore Spagnolli, prima ancora Bressa e Palermo. Perché cambiare? quel collegio è una comunità, ha una storia e una lingua comune. È più di un semplice collegio. Faccio un ultimo appello, non modificatelo». Più diretto Spagnolli, eletto con il centrosinistra ma iscritto al gruppo delle Autonomie: «Urzì ha fatto come Donald Trump, che ha modificato di imperio i collegi per far eleggere gli amici suoi. Fratelli d’Italia modifica il collegio per far eleggere un italiano, ma sono italiano anch’io, appartenente al gruppo linguistico italiano. Ma a loro non va bene, perché io sarei a loro giudizio l’italiano sbagliato. Loro vogliono che quel collegio elegga un italiano di centrodestra». E parla in generale, della necessità di evitare un precedente: «Se facciamo così ora, qualunque maggioranza può poi decidere di modificare i collegi a suo piacimento, per suo tornaconto». Interviene, per il centrodestra, Michaela Biancofiore, spiegando che quel collegio era già stato modificato per attagliarlo sul centrosinistra. E le risponde, dal Pd, il deputato Parrini: «Non c’era prima un collegio, è stato disegnato con il Mattarellum». Parrini prosegue: «La maggioranza, proditoriamente, con un emendamento dell’ultimo minuto, ha tolto dei comuni da un collegio per spostarli in nun altro per rendere più probabile la vittoria del centrodestra. Un atteggiamento da bari, non c’è altro verbo che lo descriva».

Il governo dà all’emendamento parere contrario. L’Aula vota e respinge. Di nuovo Unterberger: «Immaginavamo questa chiusura, per cui abbiamo presentato un altro emendamento che prevede perlomeno di mantenere unito il collegio della Bassa Atesina senza dividerlo in questo modo. Non è la soluzione ottimale», ammette. Su questo emendamento c’è il disco verde del governo, e l’Aula approva.

Soddisfatto Urzì: «Finalmente torna il collegio elettorale Bolzano/Laives, questa volta al Senato, un perimetro già conosciuto (allora alla Camera) in cui furono eletti nel 1994 e nel 1996 i deputati Pietro Mitolo (An) e poi Franco Frattini (FI).
La riforma elettorale — dice — si arricchisce di un nuovo importante capitolo per l’Alto Adige». E spiega: «Volevamo un collegio su cinque in provincia di Bolzano (fra i due di Camera ed i tre del Senato) che fosse certamente contendibile dal gruppo linguistico italiano. Da qui un collegio Bolzano/Laives così come era già a suo tempo quello della Camera per riconoscere la praticabilità di quel collegio per il gruppo italiano ed allo stesso tempo di mantenere l’unitarietà della Bassa Atesina, ora nel più ampio contesto del collegio ovest dell’Alto Adige. Una partita vincente per tutti», afferma. E un’ultima stoccata al centrosinistra: «Che si è astenuto su questo emendamento. Sempre dalla parte sbagliata. Sì condiviso da parte di tutte le componenti del centrodestra e della Svp, ovviamente», anche se — va detto — la Svp ha dichiarato che questa «non è la soluzione ottimale». La nota del partito di raccolta sudtirolese afferma infatti che «non è stato raggiunto l’obiettivo originario di mantenere invariato l’attuale collegio senatoriale di Bolzano-Bassa Atesina». E continua: «È stata tuttavia scongiurata la prevista tripartizione della Bassa Atesina». Nelle trattative con il governo la Svp ha ottenuto che la Bassa Atesina venga attribuita nel suo complesso al collegio senatoriale di Merano: «Avremmo voluto mantenere invariato l’attuale collegio di Bolzano-Bassa Atesina. Per questo non c’era una maggioranza. Decisivo è però che la Bassa Atesina non venga smembrata, ma resti unita nel suo insieme», sottolineano i senatori Durnwalder e Unterberger. Do.Ba.

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