il caso

venerdì 16 Ottobre, 2026

Ianeselli nel campo rom che gioca a carte: la foto (deepfake) del consigliere Dematté. E scatta la polemica

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La vicesindaca Bozzarelli: «Propaganda violenta e becera, colma di livore e disprezzo»
Il dibattito politico locale si accende ancora una volta sul tema della comunicazione digitale e dell’uso delle nuove tecnologie da parte di esponenti della politica trentina. Al centro, la pubblicazione di un post sui social network da parte del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Daniele Demattè, assieme ad una foto, indubbiamente modificata con l’intelligenza artificiale, che ritrae il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, seduto all’interno di un campo nomadi, davanti a una roulotte e accanto a un cumulo di rifiuti, intento a giocare a carte.
La pubblicazione ha sollevato immediate reazioni all’interno della giunta comunale, in particolare della vicensindaca Elisabetta Bozzarelli, che è intervenuta duramente sulla vicenda tramite una nota formale.
Bozzarelli ha definito la pubblicazione dell’esponente di Fratelli d’Italia come una forma di «propaganda violenta e becera, colma di livore e disprezzo». Secondo la vicesindaca, l’utilizzo di contenuti manipolati per colpire gli avversari politici e le modalità di gestione dei commenti — in cui non verrebbero moderati o censurati interventi contenenti minacce di violenza fisica — configurano un comportamento che «autoesclude dal perimetro del dibattito democratico».
Bozzarelli ha inoltre richiamato la linea nazionale espressa dalla stessa premier e leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, la quale in passato aveva concordato con la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, una moratoria sull’uso dei deepfake nella comunicazione politica, definendoli strumenti pericolosi in grado di manipolare l’opinione pubblica e polarizzare la società.
La vicesindaca ha concluso formulando l’auspicio che i media non diffondano l’immagine manipolata e che i rappresentanti locali del partito di centrodestra prendano formalmente le distanze dall’accaduto per preservare la correttezza del dibattito sul territorio. E chiede un impegno congiunto per tener lontana la politica trentina dai pozzi avvelenati della manipolazione e della disinformazione i cui effetti nefasti sono peraltro ben noti a livello internazionale.

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