La polemica
domenica 11 Gennaio, 2026
Forum per la Pace, il centrodestra fa scoppiare il caso: «Critica gli Usa e non Maduro»
di Donatello Baldo
L'ente ha inviato un comunicato stampa sul Venezuela scrivendo a chiare lettere che si è trattato di un’aggressione da parte degli Stati Uniti. Francesca Gerosa: «Inaccettabile che il Forum faccia politica»
Non è piaciuto al centrodestra trentino il comunicato diffuso ieri dal Forum per la Pace e i Diritti umani sul Venezuela. L’organismo, incardinato presso il Consiglio provinciale, ha infatti scritto a chiare lettere che il Paese sudamericano è stato vittima di un’aggressione da parte degli Stati Uniti. «Quando un organismo istituito dalla Provincia per promuovere pace e diritti umani interviene con un comunicato così sbilanciato, il problema non è politico: è istituzionale. Sul Venezuela, il Forum trentino per la pace e i diritti umani ha scelto una presa di posizione che appare quasi esclusivamente anti-Trump, senza mai nominare Nicolás Maduro e senza spendere una parola sui prigionieri politici, sulla repressione e sulle persone detenute. Eppure è proprio lì che, se si parla di diritti umani, sta una parte decisiva della verità», scrive per primo il consigliere di Forza Italia Claudio Cia in un severo comunicato. Ma si aggiungono altre dichiarazioni da parte di Lega e Lista Fassa, e interviene anche l’assessora con delega proprio alla Pace Francesca Gerosa di Fratelli d’Italia: «Inaccettabile che il Forum faccia politica».
«Tendenziosità non si tollera»
L’assessora esprime tutto il suo disappunto: «Non posso non esprimere un certo disagio e rammarico — afferma — perché nel comunicato il Forum non si limita a esprimere la propria posizione contro l’uso della violenza. Si spinge ben oltre quello che è il proprio ruolo. Si addentra, infatti, in una analisi apodittica di taglio squisitamente politico sul governo degli Stati Uniti che peraltro nulla ha a che fare con quanto accaduto pochi giorni fa in Venezuela». E spiega: «Al di là del pensiero di ciascuno di noi, e non scendendo nel merito sebbene le comunità venezuelane in festa dovrebbero essere sufficienti a orientare la visione di noi europei sugli effetti che ha avuto il regime di Maduro sulla popolazione civile, ricordo al Forum che il proprio ruolo deve essere svolto con la chiarezza di approccio che deve essere trasversale e rappresentativo di tutta la comunità trentina, non certo con tendenziosità di pensiero che non solo non è richiesta, ma che non viene e non verrà tollerata». E ancor più esplicitamente: «Un conto è stimolare la riflessione del mondo politico e altro è sostituirsi ad esso. Prendo dunque le distanze da quanto espresso dal Forum e invito il suo presidente a svolgere il ruolo che gli compete, semplicemente, senza avventurarsi in altro, che non gli viene richiesto».
«Chiudere il ForumPace»
«Colpisce la scelta del Forum: invece di misurarsi con documentazione e analisi sulle violazioni dei diritti umani, il comunicato preferisce appoggiarsi a una singola spiegazione di parte, trattata come chiave definitiva per leggere l’intera vicenda». Cia non nega la «legittima divergenza di opinioni»: «Naturalmente si può, e si deve, discutere anche dell’azione americana e della sua compatibilità con il diritto internazionale. Ma perfino chi critica duramente l’intervento degli Stati Uniti lo fa mettendo al centro la tutela dei civili e il rischio di nuovi abusi, senza trasformare tutto in propaganda pro o contro qualcuno. Si può condannare l’uso della forza senza rimuovere l’altra metà della realtà venezuelana: se invece si sceglie un bersaglio politico e il resto scompare, non è analisi; è pacifismo selettivo». Cia torna sulla questione istituzionale: «Il Forum non è un soggetto privato che parla a titolo libero: è previsto da una legge provinciale, opera con un mandato pubblico ed è sostenuto con risorse riconducibili alla comunità. Proprio per questo deve attenersi a rigore, equilibrio e pluralità di riferimenti, non a comunicati unilaterali e ideologici. Così facendo, il Forum si autoesclude dal poter rivendicare una rappresentanza istituzionale: un organismo pubblico non può parlare da megafono ideologico e, allo stesso tempo, pretendere autorevolezza». Ma non è la prima volta che Cia pone questo tema. «Già in passato ho richiamato la necessità di evitare che il Forum scivoli dalla sua missione verso dinamiche autoreferenziali e politicamente orientate. Ora questo comunicato conferma che il rischio esiste ancora». E ribadisce il suo proposito di chiusura dell’organismo: «Che senso ha se si riduce ad essere il portavoce delle tesi del segretario della Cgil Maurizio Landini?».
Analisi geopolitiche
Nemmeno al capogruppo leghista in Consiglio provinciale Mirko Bisesti piace la presa di posizione del Forum per la Pace e i Diritti umani. Cita il testo del comunicato: «Schiacciati da un debito federale fuori controllo e da un debito privato non più sostenibile per la popolazione americana. Da una radicale deindustrializzazione, messa a nudo dalla concorrenza cinese. Da un’inflazione pronta ad esplodere per i dazi e se Trump ordinerà alla Fed una riduzione dei tassi. E, infine, da una gigantesca bolla finanziaria ormai al limite». Poi commenta: «Consiglierei di lasciare le analisi di politica internazionale ad altri. Questo comunicato è assurdo, per quanto io condivida con Matteo Salvini una linea molto più prudente di Giorgia Meloni sulla vicenda venezuelana».
I diritti umani
Stupito anche il consigliere provinciale della Lista Fassa Luca Guglielmi, sostenitore della prima ora del presidente statunitense Donald Trump: «Non mi pare ci sia stata un’aggressione al Venezuela ma eventualmente un’operazione per assicurare Maduro alla giustizia. Questo è il passaggio fondamentale, tant’è che il Venezuela ha ad oggi la sua presidente. Se è vero che il Forum ha come focus la pace è vero che lo sono anche i diritti umani — osserva — e rispetto a questi, nello specifico quelli dei venezuelani, non trovo traccia nel comunicato».