25 aprile
venerdì 24 Aprile, 2026
Festa della Liberazione, Soini: «25 aprile è data di rinascita dell’Autonomia soffocata dalla dittatura»
di Redazione
Il presidente del Consiglio provinciale: «Un momento di richiamo alla difesa degli autogoverni e di resistenza pacifica»
«La liberazione significò la rinascita dello spirito comunitario, dell’autonomia della società dallo Stato che aveva invaso ogni espressione della vita associativa». Nel suo intervento alla vigilia del 25 aprile, festa della Liberazione, il presidente del Consiglio provinciale di Trento Claudio Soini ha voluto soffermarsi soprattutto sul significato della ricorrenza per il Trentino e l’Autonomia.
«Per il Trentino la dittatura fu disastrosa soprattutto perché rese difficile la vita di settori economici come la cooperazione e soffocò la vitalità sociale che si stava risvegliando dopo il trauma della Prima Guerra mondiale – dichiara Soini – Ma i trentini opposero al regime una resistenza silenziosa, mantennero vivi i valori di autogoverno che nell’immediato dopoguerra diedero vita all’imponente richiesta di autonomia che fu decisiva per la nascita dello Statuto».
Valori che, secondo il presidente del Consiglio provinciale, sono ancora attuali: «Oggi sulla scena mondiale si riaffacciano concezioni autoritarie e con esse il ritorno della guerra come strumento principale nei rapporti tra gli Stati – prosegue Soini – Guerra che alimenta il centralismo e il ritorno del dominio statale sulla società in nome degli interessi della nazione e ridà forza al principale nemico delle autonomie, il nazionalismo. Quindi, il 25 aprile va visto anche come momento di richiamo alla difesa delle autonomie, individuali, comunitarie, economiche, istituzionali. Come resistenza pacifica, concreta, autenticamente popolare, alle logiche di potenza che rischiano di riportarci su strade che, fino al 25 aprile di 81 anni fa, hanno condotto il nostro Paese alla tragedia».
Da qui l’appello: «Abbiamo sempre più bisogno di declinare la libertà in atti concreti – conclude il presidente – Buona amministrazione, efficienza dei servizi, la difesa della dignità delle istituzioni aprendo i portoni dei nostri palazzi all’incontro con i cittadini. Di ricordarci e ricordare che la democrazia si alimenta con un lavoro umile, quotidiano, che richiede pazienza e non ha bisogno di eroismo. Se non quello quotidiano, silenzioso ma grande delle madri e dei padri, di chi si prende cura degli altri, di chi lavora onestamente».
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