L'intervista
domenica 12 Luglio, 2026
Ferro (Azienda sanitaria): «Medici gettonisti diminuiti, ma nei punti nascita ci vorrà tempo»
di Mario Pizzini
Il direttore generale di Asuit: «Dall'Hpv al vaccino contro le zecche, in un giorno somministrate oltre mille dosi»
«Noi siamo sempre stati al top e quindi è difficile che la gente capisca i miglioramenti fatti quando sei a questi livelli di eccellenza». A dirlo è Antonio Ferro, direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit). La pagella del ministero della Salute ha premiato la sanità trentina, che ha registrato una delle performance migliori d’Italia, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione. «Sono risultati che vengono da lontano», aggiunge.
Direttore, l’area della Prevenzione, in particolare, risulta tra le più performanti.
«Sono dei risultati che nascono da lontano, dal 2019. E questo è vero in particolare per quanto riguarda le vaccinazioni e lo screening. Abbiamo investito e lo abbiamo fatto bene, sia a livello organizzativo, di formazione e di sensibilizzazione della popolazione. Questo ci ha portato ad ottenere risultati straordinari. Come è straordinario il nostro progetto pilota per l’eradicazione del HPV, il papilloma virus».
A proposito di vaccinazioni, oggi (ieri per chi legge) è stato organizzato l’open day sul territorio provinciale. Com’è andata? Quante sono state le vaccinazioni?
«Oggi sono state fatte più di mille dosi all’open day vaccinale in tutto il Trentino. Nello specifico 1065. Vuol dire che la popolazione è sempre più coinvolta. All’open day puoi fare anche altre vaccinazioni e stiamo mostrando che il Trentino è molto capace dal punto di vista organizzativo, e i risultati si vedono».
La pagella del ministero della Salute parla di una sanità trentina che si distingue a livello nazionale, ma la percezione dei cittadini trentini non è sempre positiva. Come si spiega questa differenza?
«Secondo me il problema è che noi siamo sempre stati al top e quindi è difficile che la gente capisca i miglioramenti fatti quando sei a questi livelli di eccellenza».
Ma i problemi ci sono stati però, come la situazione del Cup, ad esempio.
«Sì, è indubbio il problema al Cup. Con l’arrivo del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) la parte informatica è andata sotto stress. Ci sono stati quasi 50 milioni di investimento per cambiare i sistemi informatici e quando cambi un sistema dopo molti anni si possono creare disguidi. E questo problema ha avuto ripercussioni poi sulle liste di attesa».
Parlando di liste d’attesa, com’è la situazione?
«Ormai la situazione è decisamente migliorata. È stato fatto un gran lavoro che verrà presentato da assessore e presidenza nelle prossime settimane».
Ci può fare un esempio concreto?
«Adesso la percentuale di abbandono delle chiamate è sotto il 3%, un dato bassissimo, mentre in alcuni momenti eravamo a più di un terzo».
L’assessore provinciale Mario Tonina ha inserito fra le priorità dell’Azienda sanitaria la riduzione dei gettonisti, a cui ormai si fa sempre più spesso ricorso. Come pensate di muovervi a riguardo?
«Direi che siamo in miglioramento, soprattutto su alcune aree. A Cavalese, ad esempio, non abbiamo più gettonisti perché grazie alle assunzioni abbiamo coperto i turni. In generale, a mano a mano che assumiamo diminuiranno».
Ci saranno però posti – magari meno appetibili a livello professionale – in cui sarà più difficile integrare nuovo personale, giusto?
«Chiaro che rimarranno problemi specifici come la copertura molto stringente dei punti nascita. Per ora abbiamo necessita di avere supporto da fuori perché è poco appetibile per un neo specializzato, ma con più medici riusciremo a coprire anche le zone periferiche del territorio».