Italia

venerdì 20 Marzo, 2026

Esplosione a Roma, crolla un casale: morte due persone. Erano esponenti anarchici vicini ad Alfredo Cospito

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Le vittime sono Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone: indaga la Digos

Tragedia nel cuore verde di Roma, dove un’esplosione ha provocato il crollo di un casale abbandonato all’interno del Parco degli Acquedotti. Due persone hanno perso la vita: si tratta di Alessandro Mercogliano, 53 anni, e Sara Ardizzone, entrambi legati ad ambienti anarchici.

L’allarme è scattato nella mattinata di venerdì 20 marzo, quando un runner ha notato un corpo tra le macerie del cosiddetto «Casale del Sellaretto», in via delle Capannelle, dando immediatamente l’allerta al 112. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, polizia e carabinieri, impegnati nelle operazioni di ricerca e messa in sicurezza dell’area.

In un primo momento si era ipotizzato che le vittime fossero senzatetto coinvolti in un crollo accidentale. Tuttavia, i primi rilievi hanno presto orientato le indagini verso uno scenario diverso. L’uomo presentava la mutilazione traumatica di un braccio e segni evidenti di bruciature, elementi che hanno fatto ipotizzare la manipolazione di un ordigno esplosivo. La donna, invece, è morta a causa dei traumi riportati nel crollo della struttura.

Secondo una prima ricostruzione, l’esplosione sarebbe avvenuta nella serata di giovedì, sollevando il tetto dell’edificio prima del collasso definitivo. Alcuni testimoni avrebbero riferito di aver udito un forte boato provenire dalla zona, senza però intervenire o segnalare immediatamente l’accaduto.

L’identificazione delle vittime è stata possibile anche grazie ai tatuaggi presenti sui corpi. Gli investigatori ritengono che i due si trovassero nel casale per confezionare un ordigno artigianale, forse destinato a un attentato, la cui natura è ancora al vaglio degli inquirenti.

Mercogliano era già stato processato a Torino per azioni a sfondo terroristico. Ardizzone, invece, aveva recentemente attirato l’attenzione durante un’udienza del procedimento “Sibilla” a Perugia, esprimendo apertamente posizioni anarchiche radicali e dichiarandosi “nemica dello Stato”. Nel corso della stessa udienza aveva manifestato sostegno a Alfredo Cospito, militante anarco-insurrezionalista attualmente detenuto.

L’area è stata immediatamente transennata, mentre gli uomini della Digos e il pubblico ministero di turno hanno avviato accertamenti approfonditi. Tra le macerie sarebbero stati recuperati materiali utili a chiarire la dinamica dell’esplosione e le eventuali finalità dell’ordigno.

Il casale, oggi di proprietà privata, ha origini storiche: secondo gli esperti, risale all’epoca di Papa Pio IX e nacque come casa cantoniera lungo la linea ferroviaria Roma–Frascati, attiva fino alla fine dell’Ottocento.

Le indagini sono in corso per ricostruire con precisione quanto accaduto e verificare eventuali collegamenti con altri ambienti o progetti eversivi.