Il caso
mercoledì 18 Marzo, 2026
Cuore bruciato, dopo la morte di Domenico nuova accusa di falso per il primario e la cardiochirurga. Al vaglio la manipolazione della cartella clinica
di Redazione
Chiesti provvedimenti interdittivi per l'équipe, mentre la direttrice Iervolino respinge le ipotesi di dimissioni
Nuova contestazione della Procura di Napoli nei confronti di due dei sette indagati per la morte di Domenico Caliendo, il bimbo di 2 anni morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dove era stato sottoposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato. Sono indagati anche per falso, oltre che per omicidio colposo, il primario Guido Oppido e la cardiochirurga Emma Bergonzoni. Alle nuove contestazioni i due membri dell’équipe chiurgica del Monaldi (Oppido difeso dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge, Bergonzoni dall’avvocato Vincenzo Maiello) potranno rispondere in occasione dell’interrogatorio fissato per il prossimo 31 marzo, fornendo la propria versione dei fatti.
Secondo i pm partenopei, nella cartella clinica relativa all’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto il piccolo Domenico sarebbe stato modificato l’esatto orario del clampaggio aortico che ha dato inizio alla cardiectomia, uno dei punti centrali della ricostruzione di quanto accaduto in sala operatoria. L’ipotesi della Procura di Napoli è che il clampaggio e l’espianto del cuore nativo del piccolo Domenico sia iniziato in anticipo rispetto all’arrivo in sala operatoria del nuovo cuore proveniente da Bolzano e, soprattutto, ben prima che ci si rendesse conto che l’organo da impiantare era ormai irrimediabilmente danneggiato.
La Procura di Napoli ha anche chiesto la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio della professione per i due cardiochirurghi. «Dimettermi? Non credo di dover farlo. Sarebbe un atto inutile e deresponsabilizzante. Le eventuali responsabilità, penali e civili, sono personali e spetta alla magistratura individuarle sul piano giuridico. Sul piano gestionale e organizzativo ho sempre ponderato le decisioni più opportune cercando di bilanciare ogni atto tra la salvaguardia dei pazienti e l’interesse collettivo», ha dichiarato Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli che comprende gli ospedali Monaldi, Cto e Cotugno di Napoli, intervistata da Mattino, Repubblica e Corriere del Mezzogiorno.
La vicenda della fallita operazione al cuore e del decesso del piccolo Domenico, spiega la dg, «l’ho dovuta mettere a fuoco progressivamente. I primi giorni, in base alle notizie ricevute, simili a tante altre relative a trapianti difficili ma che poi si risolvono nel migliore dei modi, ero preoccupata ma speranzosa. Poi ho avuto progressivamente contezza della gravità dell’accaduto. Non ci ho dormito la notte per la partecipazione anche emotiva al dramma che si profilava per il piccolo ei suoi genitori. Ho la coscienza di aver fatto ogni scelta, con responsabilità, ponderazione, attenzione massima e spirito di servizio, sia prima di questo dramma sia durante queste sofferte settimane».
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