L'intervista

lunedì 13 Luglio, 2026

Emergenza casa, Cereghini (Cal): «Aggravio Imis e regolamentazioni per chi affitta ai turisti. Necessario un piano condiviso tra Comuni»

di

Il presidente del Consorzio dei Comuni e del Consiglio delle Autonomie Locali interviene anche sull'inceneritore

Un lavoro condiviso per il bene del territorio. È il segreto alla base del successo del Consorzio dei Comuni, che proprio lo scorso 9 luglio ha festeggiato trent’anni di attività, ed è anche la via per gestire i delicati temi dell’emergenza casa e dell’inceneritore per i rifiuti. Ne è convinto Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo nonché presidente del Consorzio dei Comuni Trentini e del Consiglio delle Autonomie Locali (Cal). Cereghini, che da anni si impegna a mantenere saldi i legami tra Comuni e altri enti territoriali, fa il punto della situazione sui temi caldi della realtà trentina.

È soddisfatto dei traguardi raggiunti dal Consorzio in questi 30 anni?
«Il trentennale è stato un momento di riflessione eccezionale in cui è emerso con forza che la scelta lungimirante, fatta alle origini, è stata azzeccata. Il Consorzio, infatti, è nato in un momento storico in cui non era così importante lavorare assieme. La sua costituzione è stata davvero dettata dalla volontà di guardare al futuro. Certo, siamo cresciuti soprattutto negli ultimi 10 anni. Ora abbiamo 40 dipendenti e possiamo vantare, tra i traguardi più importanti raggiunti, la formazione per il personale degli enti associati. L’obiettivo per il futuro, adesso, è di rafforzare ancora di più la nostra struttura per garantire agli enti soci capacità amministrativa. Certo, quello che stiamo vivendo è un momento complesso per i comuni a causa di problemi come l’emergenza abitativa, l’energia o la sicurezza».

A proposito di emergenza casa, come possono affrontare la situazione i singoli comuni?
«È necessario un percorso condiviso tra comuni, Provincia e privati. Gran parte del mercato immobiliare trentino, infatti, è in mano a imprenditori privati che, ovviamente, in località turistiche, puntano sugli affitti brevi per una pura convenienza economica. Gli affitti brevi sono una realtà presente e non possiamo toglierla, ma serve un piano fiscale e normativo per riequilibrare la situazione. Magari si potrebbe applicare una tassazione diversa per questi immobili come la tariffa Imis. La questione, poi, si inserisce in un problema più ampio. Se da un lato alcuni comuni come Trento devono fare i conti con l’alto costo e/o la carenza degli appartamenti, in altri le case ci sono eccome, ma mancano i servizi. Bisogna lavorare anche su quello. A livello più ampio, sarebbe ideale un ragionamento pianificatore provinciale a livello sia legislativo sia urbanistico per regolare il patrimonio esistente e per realizzare quello che manca. Ma i singoli comuni da soli non possono fare politica di sistema, è necessario attuare un piano coeso tra le tre parti».

Un altro tema molto sentito negli ultimi giorni è quello dell’inceneritore per i rifiuti. Che ruolo hanno le autonomie locali?
«Come Consiglio delle Autonomie abbiamo fatto un lungo percorso, partito da lontano, che ha portato alla nascita dell’Egato in cui tutti i comuni sono rappresentati nell’assemblea, come da noi richiesto. Sono molto soddisfatto per questo traguardo perché così nessun comune è lasciato da solo. Come da normativa, ora la Provincia ha fatto la sua proposta di localizzazione per l’inceneritore. Adesso sta al Consiglio di Egato esprimersi ed ogni rappresentante dovrà ragionare in base alle esigenze del proprio comune. Poi la decisione verrà presa per maggioranza e, conseguentemente, la Giunta Provinciale farà le sue nuove opportune scelte. La riflessione dei consiglieri necessita di grande attenzione; i tempi non saranno brevissimi, ma sono fiducioso sul fatto che il consiglio lavorerà in maniera adeguata, con la massima professionalità e nei tempi più congrui possibili».

Per i comuni l’inceneritore è sostenibile, da un punto di vista dei costi?
«A livello economico, i numeri presentati dai funzionari provinciali e dal gruppo di lavoro dimostrano che è economicamente sostenibile. Certo, poi, ci sono alcuni comuni più sensibili di altri ed ogni consigliere dell’Egato dovrà capire se per il proprio territorio questi dati sono congrui e realistici. Sicuramente ci sono questi aspetti pratici da sviscerare».

Riguardo il tema della cittadinanza di comunità, per ora approvata a Trento, qual è la posizione degli altri comuni?
«Alcuni comuni medio-grandi per dimensione ci stanno ragionando. Noi come Cal, per ora, non siamo ancora stati coinvolti, ma di certo non ci sottrarremo se ci sarà da lavorarci. La prossima settimana avremo un primo confronto più organico».