Cronaca

venerdì 16 Ottobre, 2026

Droni e robot per cercare dispersi tra frane e massi: nella gola del Bletterbach testato il progetto europeo Hurricane

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Nella gola altoatesina una simulazione di soccorso in condizioni estreme ha messo alla prova i sistemi robotici, tra terreni impervi e copertura di rete limitata

Un temporale ha provocato cadute di massi e frane nella gola del Bletterbach. Ci sono persone disperse, il terreno è difficilmente accessibile, la copertura di rete mobile è limitata: questo scenario simulato ha costituito ieri il punto di partenza per la prima dimostrazione ufficiale del progetto di ricerca europeo HURRICANE, coordinato da terraXcube. Nel GEOPARC Bletterbach, i partner del progetto hanno testato in che modo droni e veicoli terrestri senza pilota possano supportare le squadre di soccorso durante gli interventi in ambienti difficili.

I sistemi robotici dovevano individuare possibili pericoli e cercare le persone disperse. Dati di posizione, immagini video e informazioni tecniche confluivano in una panoramica condivisa della situazione. Anche lo scambio di dati con una connessione limitata faceva parte della sperimentazione. “Con la simulazione congiunta nel Bletterbach, HURRICANE entra nella fase di integrazione e sperimentazione: per la prima volta, le tecnologie sviluppate dai partner saranno testate insieme in uno scenario realistico di soccorso”, spiega Riccardo Parin, responsabile del gruppo di ricerca del terraXcube di Eurac Research e responsabile scientifico del progetto HURRICANE. La vera innovazione non sta nella singola tecnologia, ma nella capacità di costruire un sistema affidabile che risponda alle esigenze di chi opera sul campo.” Soprattutto nelle prime fasi di un intervento, le squadre di soccorso devono valutare rapidamente quali percorsi sono percorribili, dove si trovano i pericoli e se ci sono persone coinvolte. I droni possono esplorare un’area dall’alto, mentre i robot terrestri forniscono informazioni da terreni difficilmente accessibili o potenzialmente pericolosi.

I dati raccolti forniscono un quadro d’insieme che aiuta le forze di intervento a decidere come procedere. Il Bletterbach ha posto le tecnologie testate di fronte a sfide particolari: sentieri stretti, pareti rocciose ripide e una copertura di rete limitata o, in alcuni casi, del tutto assente. Si doveva verificare se i sistemi fossero in grado di acquisire e scambiare informazioni anche in queste condizioni, rendendole fruibili per le squadre di soccorso. Particolarmente importanti sono stati i riscontri delle persone coinvolte: questi confluiranno nell’ulteriore sviluppo dei vari sistemi.

“Le nuove tecnologie sono sempre più integrate negli interventi di soccorso alpino e rappresentano un grande aiuto”, afferma Dario Tassara, direttore del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Alto Adige. “Bisogna stare al passo con i tempi e oggi abbiamo una buona occasione per dimostrarlo”. Anche per il GEOPARC Bletterbach la sperimentazione sul campo è stata importante. “Vogliamo offrire ai nostri circa 50.000 visitatori internazionali un’esperienza naturalistica suggestiva e al contempo sicura”, afferma la direttrice Hannah Pomella. “Il progetto ci offre la possibilità di conoscere nuove soluzioni tecniche in condizioni reali all’interno della gola e di sostenerne attivamente lo sviluppo”. HURRICANE è finanziato nell’ambito del programma UE Horizon Europe. Al progetto, che si svolgerà dal 2025 al 2028, partecipano 14 partner europei. Oltre allo scenario alpino, le tecnologie saranno testate anche in un contesto urbano e in uno scenario di incendio boschivo. “Dimostrazioni come HURRICANE riuniscono forze di intervento, ricerca e industria per testare nuove soluzioni in condizioni realistiche”, afferma Giannis Skiadaresis, Coordinatore d’area presso la DG HOME della Commissione europea, a proposito della simulazione nel Bletterbach.

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