Politica

mercoledì 4 Febbraio, 2026

Dopo l’addio alla Lega, Vannacci attacca Salvini: «Il traditore è lui»

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La bordata a Modena: «Su armi a Ucraina e Fornero promesse non mantenute»

A meno di 24 ore dall’addio al Carroccio, duro affondo di Roberto Vannacci contro Matteo Salvini. Dalla zona Arrivi dell’aeroporto Marconi di Bologna, l’ex generale, già vicesegretario della Lega e fondatore di Futuro Nazionale, accusa apertamente il leader del Carroccio di aver tradito le proprie promesse politiche. «Il traditore è Salvini», dichiara Vannacci in parole raccolte da Repubblica, puntando il dito in particolare sul sostegno alle armi all’Ucraina e sulla legge Fornero.

«I miei princìpi e i miei valori rimangono fissi – afferma – non rinuncio alla mia identità per un compromesso o un inciucio». E rivendica la propria collocazione politica: «La mia è una destra vera, forte. Vera, non nera».

L’attacco alla Lega

Respinte al mittente le accuse di slealtà. «Io sleale? È Matteo Salvini, o meglio il partito nel quale ero, che continua a promuovere determinate idee e poi, quando si tratta di votarle, va in un’altra direzione». Secondo Vannacci, Salvini avrebbe rinnegato una delle battaglie storiche della Lega: «Per anni ha detto che la legge Fornero andava demolita, poi china il capo in una coalizione che invece la promuove e la conferma». «È Salvini che ha tradito le promesse», conclude.

La «remigrazione»

Cresce intanto l’attesa per l’intervento di Vannacci a Modena, dove parlerà di remigrazione, uno dei temi centrali della sua proposta politica. L’incontro si terrà in un albergo alla periferia della città emiliana davanti a 350 sostenitori, a fronte di oltre 3 mila richieste di partecipazione. Prima del discorso è prevista una breve conferenza stampa.

Il primo sondaggio

Commentando un recente sondaggio, Vannacci minimizza ma rivendica il dato: «Non faccio analisi elettorale, ma vedere qualcosa che ancora non esiste al 4,2% non è male come rampa di lancio. Significa che c’è chi apprezza i valori del mio partito, così come li ho indicati nel manifesto».

Sull’addio alla Lega ribadisce: «Non resto in un partito che tradisce la mia identità». E usa una metafora: «Non ho preso nessun taxi. Evidentemente il taxi ha cambiato direzione. Io sono sceso e proseguo a piedi, con zaino, bussola e cartina».