Economia

domenica 6 Settembre, 2026

De Zordo: «I divieti ai Tir in Austria? La salute rischia di essere un pretesto. Non possiamo danneggiare l’economia»

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Il presidente della Camera di commercio: «I mezzi pesanti sono quasi tutti Euro 6 e non inquinano»

«Temo che quello della tutela della salute sia solo un escamotage, mentre si punta a limitare l’ingresso in Austria di prodotti italiani. Lo abbiamo già visto con la vicenda del ponte Lueg». Il presidente della Camera di Commercio Andrea De Zordo replica al governatore del Tirolo Anton Mattle che in un’intervista a Il T quotidiano pubblicata ieri aveva spiegato che i divieti ai Tir lungo l’asse del Brennero andranno avanti perché la tutela della salute va messa al primo posto. Mattle ha anche ricordato che il 30 per cento degli abitanti del Tirolo abita nei pressi dell’autostrada e che il limite di sopportazione di queste persone, come dimostrato dalla manifestazione di protesta che ha bloccato l’autostrada, è stato ormai raggiunto. Per questo Mattle ha spiegato che intende tutelare la salute dei suoi concittadini, ed elettori. Per gli operatori economici italiani, però, si tratta di una mossa protezionistica.

Presidente De Zordo, cosa pensa delle affermazioni del presidente Mattle sui divieti per i Tir?
«I concetti di tutela della salute e di qualità della vita sono molto ampi. Sono valori che il Trentino condivide con il Tirolo e con l’Alto Adige, ma allo stesso tempo sono valori che non sono necessariamente in contrapposizione con la libera circolazione delle merci sull’asse del Brennero. Non credo che salute ed economia siano contrapposte. Non vorrei che, in realtà, quello della salute non sia un escamotage per nascondere i veri obiettivi e per portare avanti altri interessi, che sono appunto di natura economica».

E allora che fare?
«Il traffico sull’asse del Brennero è un traffico europeo che interessa mezzo continente. Si tratta di una via di comunicazione strategica che viene curata con particolare attenzione dall’Unione europea. Per questo io dico: facciamo di tutto per tutelare la salute di chi abita nei pressi dell’autostrada, ma non danneggiamo l’economia».

E come?
«Ci sono molti mezzi per limitare le emissioni. Ricordo che quasi tutti i camion che transitano sull’asse del Brennero sono Euro 6, ovvero molto efficienti e poco inquinanti. Poi si aumentino le barriere antirumore e si cerchi di fare tutto il possibile per tutelare salute e ambiente. Però ricordo che le soluzioni individuate in passato non si sono dimostrate efficaci. Ad esempio il divieto di transito notturno per i Tir si è dimostrato come controproducente perché ha peggiorato il traffico diurno e così sono aumentati l’inquinamento e il rumore di giorno».

Mattle dice che bisogna puntare tutto sul treno e sul completamento del tunnel di base del Brennero. Lei è d’accordo?
«Certo che sono d’accordo, ma osservo due cose. La prima è che per una volta l’Italia è molto avanti all’Austria nei lavori per la costruzione del tunnel di base del Brennero. Ci siamo impegnati molto di più rispetto a loro. La seconda cosa che osservo è che il tunnel comunque, nonostante i nostri grandi sforzi, non entrerà in funzione che tra non pochi anni. Non possiamo immaginare di andare avanti così, tra blocchi e divieti che danneggiano le nostre economie, per tutti questi anni. A lungo andare queste limitazioni metteranno in difficoltà le aziende e questo sarebbe molto grave perché limiterebbero le possibilità di crescita e sviluppo di molti territori montani. Poi c’è la campagna elettorale alle porte in Tirolo ed è chiaro che Mattle non voglia inimicarsi i suoi elettori. La vicenda dei lavori sul ponte Lueg, però, dimostrano che dietro le limitazioni al traffico dei Tir ci sono sempre altre ragioni».

Mattle, però, ha parlato anche di profonde collaborazioni anche nel campo dell’economia tra i territori dell’Euregio. Ha citato anche la possibilità di un’alleanza tra Tiwag, Alperia e Dolomiti Energia. Lei che ne dice?
La collaborazione tra i tre territori dell’Euregio è indispensabile, soprattutto in un campo come quello dell’energia che diventerà sempre più importante. I nostri sono territori molto simili e l’energia è un settore che potrà essere molto utile per le aziende e per le nostre economie. Certo resta da vedere in quali termini».

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