La storia

giovedì 1 Dicembre, 2022

«Daidegas», la passione per le moto e il suo forum da 100 milioni di visitatori

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Davide Polo aveva 22 anni quando ha iniziato con il sito che ora è un marchio registrato e un brand seguito in 140 Paesi. «Da passatempo è diventato un lavoro. Che moto ho? Nessuna»

Una vita in pista, piegando in curva e carburando adrenalina, Davide Polo l’ha sempre sognata. Fin da quando, ancora bambino, si svegliava in piena notte per vedere con papà Sergio il motomondiale e la Formula 1 alla tv. Quando con i soldi delle prime paghette comprava le riviste di motociclismo.
Poco più che ventenne si è cucito addosso quel nome, e cioè «Daidegas», mixando le prime lettere del suo nome con quell’incitamento ad accelerare che è proprio del dialetto trentino. Ed è attorno a quel soprannome, a quell’epiteto coniato da ragazzo, che è girata la sua fortuna. Ancora oggi il suo biglietto da visita. Il suo core business. Il marchio registrato su cui si fonda la sua attività imprenditoriale.
Sì perché il suo sogno nel cassetto, il 44enne di Trento, lo ha realizzato. Certo, non si è laureato pilota professionista ma, vulcanico quanto ostinato, è diventato tester e brand ambassador di importanti marchi del settore e, cosa non da poco, può vantare il primo forum di moto del mondo — manco a dirlo Daidegasforum.com — che in 21 anni è arrivato a registrare numeri record. Un totale di 440 mila utenti registrati, che hanno mediamente tra i 35 e i 45 anni (online ce ne possono essere contemporaneamente anche più di 6 mila). Oltre 243 milioni di accessi da quasi 140 Paesi, anche extra Europa (da ogni latitudine, dalle isole Fiji alla Mauritania, dall’Afghanistan ai Caraibi solo per citarne alcuni). Strabiliante anche il dato delle pagine visualizzate: 147 milioni, 18 (milioni) anche in un solo mese (record di dicembre 2020). Numeri eloquenti che sono nero su bianco: le statistiche su tutte le attività del forum sono infatti certificate.
Pensare che, in origine, nel 2000, l’allora 22enne Polo lo aveva creato come un sito per appassionati di moto, con raccolta di foto e video. Con tutti i contenuti che un patito delle due ruote avrebbe voluto trovarci.
L’anno dopo l’idea di implementarlo con un forum.
La chiave vincente. Non è passato molto tempo che si sono aperte le prime linee dirette con le aziende del settore. Nel 2008 la piattaforma ha raggiunto i 250 mila utenti iscritti.
«Era iniziato come un passatempo ma poi determinazione e tanto tempo investito hanno ripagato: dal 2013 è diventato un vero lavoro» spiega Polo, un passato, tra gli altri, da assicuratore e rappresentante. Nel 2016 il forum — che si compone di discussioni su vari argomenti, soprattutto tecnici e specialistici su moto sportive (ma non solo), e che può contare anche su uno spazio per sole motocicliste — ha abbattuto il muro dei 100 milioni di pagine visitate in un anno. Ed è stato allora che per l’intraprendente trentino sono iniziati i test e lanci anche oltre Italia, tanto che è diventato brand ambassador di importanti marchi come Dainese e Agv. «Ho il magazzino pieno di tute e caschi personalizzati che le case hanno realizzato per il sottoscritto nel tempo ma se mi chiedete che moto ho parcheggiata in garage devo deludervi — sorride — Ne ho testate davvero tante, ma non ne ho una mia». Ormai Polo ha perso il conto delle «pistate» fatte e che continua a fare anche ora che di candeline ne ha spente 44: ancora non ci pensa proprio a mollare, a rinunciare all’emozione di far schizzare il contagiri mentre è accucciato sul serbatoio del bolide di turno, con i gomiti stretti e lo sguardo concentrato sull’asfalto dei circuiti. Italiani ed esteri: da Misano al Mugello, passando dalla Francia al Portogallo, e ancora dal Qatar a Dubai. Sempre con il suo nome e marchio distintivo (con il tachimetro infuocato) che si presta anche a sponsorizzare altri piloti e gadget. Marchio associato al suo immancabile numero e cioè il 19, quello che è stato di John Kocinski, campione del mondo 1990 in cilindrata 250cc.
A chi gli contesta di non essere al passo con i tempi con una piattaforma che nella maggior parte dei casi è stata soppiantata dai social, Polo fa parlare i numeri. E ribatte: «Ad oggi gestisco il più grande forum di appassionati di moto trasversale, al quale continuo a dedicare molto tempo — spiega, evidenziandone i punti forti — Sui social si leggono solo una parte dei messaggi, i più visualizzati o valorizzati, quindi si perde molto contenuto. Nel forum invece questo rischio non c’è e i testi vengono indicizzati sui motori di ricerca».
Questo non significa comunque che il 44enne disdegni i social. Su Instagram i suoi followers sfiorano quota 14 mila e interagiscono con lui anche con domande dirette, nelle stories. Quesiti specifici su motociclette, accessori; curiosità sulle relative prestazioni ma anche sulla sua vita privata, a cui Polo non si sottrae, spesso usando l’ironia.
Se poi gli si chiede per quanto vorrà continuare a vestire i panni di «Daidegas», lui non si pone limiti. Nemmeno anagrafici. «Continuerò a fare il tester sì. Il fatto che le aziende vogliano una mia opinione o valutazione per me è un onore e una soddisfazione — dichiara — Ammetto comunque che tutte le porte sono aperte, magari ci saranno delle variazioni nella mia attività. Non rivoluzioni ma evoluzioni. Del mercato e di Daidegas».
Certa c’è solo quella regola che è un autentico diktat: si «apre» solo in pista, in un circuito. In piena sicurezza. «Non si corre su strada, non ne vale la pena ed è sempre più pericoloso. Lo dico spesso anche a chi mi segue» chiosa il 44enne che porta sul corpo ancora i segni e le cicatrici di gravi incidenti sull’asfalto. Che però non hanno frenato la sua voglia di tagliare il traguardo. Sempre a «tutto gas».