Il T in classe
sabato 16 Maggio, 2026
Riccardo Mazzeo agli studenti del liceo Bonporti. «Il mio maestre Zygmunt Bauman aveva ragione. E la nostra società è più che mai liquida: la prova? Donald Trump»
di Cecilia Lo Presti, Matilde Bertoldi e Jacopo Trotta
Lo studioso di Freud e Lacan e amico del sociologo polacco: «L'instabilità regna ovunque, dalla politica alle relazioni di coppia». Questo articolo è stato realizzato dagli studenti del Liceo Bomp
Questo articolo è stato elaborato nell’ambito del progetto di alternanza scuola lavoro denominato “il T in classe” svolto con le classi IV A, B e C del liceo musicale e coreutico Bonporti di Trento.
Le classi quarte del Liceo musicale e coreutico Bonporti di Trento hanno avuto l’occasione di incontrare Riccardo Mazzeo, classe 1955, laurea in Lingue e Letterature straniere, noto studioso del pensiero di Sigmund Freud e di Jacques Lacan. Editor per 25 anni alle Edizioni Erickson, Mazzeo ha tradotto oltre cento volumi ed è stato curatore di undici riviste scientifiche.
Durante l’incontro, Mazzeo ha presentato il pensiero del filosofo e sociologo Zygmunt Bauman, al quale è stato legato da grande stima professionale. Ha affrontato al contempo anche alcune tematiche attuali, che offrono molti spunti di riflessione personale.
Il rapporto con Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo polacco (1925-2017), ha avuto un particolare e fondamentale ruolo nella formazione umana e intellettuale di Mazzeo. Infatti, Bauman è stato per lui non solo un collega, ma anche un vero e proprio maestro di vita e di pensiero, capace di trasmettergli un’incisiva etica e strumenti utili per comprendere e affrontare la complessità del mondo contemporaneo.
Il legame tra Mazzeo e Bauman si può definire speciale. Oltre a condividere un percorso professionale, infatti, i due erano uniti da profonda amicizia. Un aneddoto: per comunicare senza disagio con il filosofo e con tutta la famiglia Bauman, Riccardo Mazzeo imparò il polacco come segno di un rapporto profondo e riconoscente.
Mazzeo è anche l’autore della biografia-saggio intitolata «Zygmunt Bauman», in cui racconta la vita e il pensiero del grande sociologo-filosofo, offrendo al lettore uno sguardo personale, profondo e coinvolgente sulla sua opera e sulla sua eredità culturale.
Nel 2025, Mazzeo ha organizzato il convegno «Bauman 100, In dialogo col futuro», dedicato al centenario della nascita dello studioso, al quale ha partecipato anche la figlia del filosofo, Lydia Bauman, pittrice e storica dell’arte.
Nel corso dell’incontro Riccardo Mazzeo ha dichiarato di condividere pienamente la formulazione di «società liquida»espressa dal suo amico Bauman e ci spiega che il termine “liquido” sottolinea la natura mutevole, instabile e fluida delle relazioni sociali, economiche e culturali in un mondo che, tuttora, è globalizzato. A differenza delle società “solide” del passato, caratterizzate da istituzioni stabili e valori duraturi, la società liquida è segnata dall’incertezza, dalla volatilità e da un individualismo crescente. I valori di questa società “liquida”, dunque, annullano quelli tradizionali, che non hanno più alcuna rilevanza. Infatti, mentre nel passato esistevano dei ruoli stabili, ora è tutto più mutevole e incerto. I legami diventano altalenanti e più flessibili, perché la condizione liquida non è stabile come quella solida.
Un esempio proposto da Riccardo Mazzeo, al fine di farci comprendere meglio questo messaggio, è che le relazioni umane sono cambiate anche con l’arrivo delle nuove tecnologie, che, in genere isolano gli individui all’interno della società, poiché provocano incertezze nella mente umana e inducono a diventare individualisti. La reazione è un disperato bisogno di certezze e di libertà espressiva, che però viene spesso frustrato dal mondo. Bauman aveva posto questo concetto sotto gli occhi di tutti, fornendo una prospettiva che nessuno aveva mai descritto: una visione che aiuta a immaginare il cambiamento dello stato di qualunque cosa dal punto di vista mentale.
Parlando dell’individualismo, poi, Riccardo Mazzeo ha affrontato un tema su cui talvolta non ci si sofferma abbastanza. Spiega provocatoriamente che, secondo le statistiche, quando una coppia in crisi sceglie di recarsi da uno psicoterapeuta, divorzia subito, perché non sempre la terapia aiuta a ritrovare un legame sentimentale, che sta piano piano svanendo. Infatti, il consiglio di dare priorità a sé stessi rispetto alla coppia rischia di spostare troppo il focus sull’«Io», dando vita a un circolo vizioso incentrato su sé stessi. L’idea di dover riuscire a ritrovarsi prima individualmente, per poi recuperare il rapporto della coppia, è certamente un punto di vista valido e corretto, ma talvolta esso induce l’individuo a un eccesso di individualismo e alla solitudine esistenziale.
Con l’avvento delle nuove tecnologie, è arrivata la possibilità di essere sempre connessi. Tuttavia il paradosso che ne deriva è che le persone comunicano meno e passano la maggior parte del loro tempo in solitudine, accompagnate dallo smartphone, illudendosi di avere una vita ricca, ma che in definitiva rimane solamente virtuale. Tale stile di vita, quindi, dà una percezione distorta delle emozioni, che nella realtà si scoprono essere tutt’altro che autentiche. Di conseguenza, anche la comunicazione politica può risultare impulsiva, specialmente sui social, che hanno creato un clima di imprevedibilità costante. Questo clima è costantemente alimentato dalla diffusione di notizie false e da una incontrollata proliferazione dei fatti, che rendono incerta la ricerca della verità e determinano il forte bipolarismo attuale. Inoltre, anche le relazioni sociali e la fiducia nelle istituzioni sono state danneggiate, aumentando la sensazione di instabilità che caratterizza la nostra epoca.
E la società liquida è ancora in mezzo a noi. Mazzeo ha fatto un esempio concreto, citando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, presidente degli Stati Uniti. La sua comunicazione politica impulsiva, specialmente sui social, che ha creato un clima di imprevedibilità costante. Questo clima è stato alimentato soprattutto dalla diffusione di fake news, che hanno reso la verità molto più incerta e confusione tra le persone. Inoltre, le relazioni sociali e la fiducia nelle istituzioni sono state danneggiate, aumentando la sensazione di instabilità che caratterizza la nostra epoca. La comunicazione politica impulsiva sui social ha contribuito a creare un’atmosfera di incertezza, in cui le persone hanno difficoltà a capire cosa è vero e cosa è falso. In questo senso, il periodo di Trump rappresenta un momento in cui la natura instabile della società è diventata ancora più manifestata.
Zygmunt Bauman aveva teorizzato alcuni di questi concetti in un libro intitolato «Consumo, dunque sono», dove spiegava che viviamo in una società in cui ciò che conta è consumare. La felicità che viene descritta all’interno del libro, quindi, non nasce da quello che davvero abbiamo, ma dal continuo desiderio di qualcosa di nuovo. Bauman ne ricava la considerazione che viviamo in un’atmosfera di costante competizione, in cui anche la nostra immagine diventa una merce, e invita i lettori a una riflessione su questo modo di vivere, sensibilizzando ognuno di noi sull’impatto del consumismo nelle nostre vite.
La cerimonia
Trento, il liceo «Leonardo da Vinci» compie 50 anni. E per l'occasione riaprono i sotterranei (dove c'è un teatro)
di Redazione
Martedì 12 maggio giornata di celebrazioni: in programma la presentazione del Giardino delle Giuste e dei Giusti e l’apertura straordinaria degli storici sotterranei della scuola