I numeri
domenica 15 Marzo, 2026
Con la guerra divampa la crisi energetica: +62% per il gas e rincari da 350 euro a famiglia. Ecco gli impatti di Hormuz sull’Italia
di Francesco Terreri
Dalle stime Nomisma-Cgia emerge un colpo da 9,3 miliardi di euro sui bilanci nazionali: a Roma, Milano e Napoli gli aumenti più pesanti, mentre in Trentino-Alto Adige la stangata supera i 160 milioni
L’attacco israelo-statunitense all’Iran e il blocco dello stretto di Hormuz, dove transita un quinto del petrolio utilizzato nel mondo, potrebbe portare ad una stangata sulle bollette delle famiglie, come e più della fase successiva all’invasione russa dell’Ucraina. Nei primi quindici giorni della nuova guerra in Medio oriente, il prezzo del gas naturale è salito del 62%, quello del petrolio (Brent) del 45,8%. Su questa base Nomisma Energia ha stimato che le famiglie potrebbero subire un aumento medio dei costi di luce e gas su base annua di 350 euro.
In Trentino significa un incremento del 17% su un costo medio dell’energia annuale che supera i 2.000 euro a nucleo familiare, tra 700 e 800 euro per la luce, tra i 1.100 e i 1.500 euro per il gas. Complessivamente le 245mila famiglie trentine subirebbero un aggravio annuo di 86,1 milioni di euro. Sono le stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre. A questo si aggiunge il continuo aumento dei prezzi alla pompa: ieri, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina è arrivata a 1,854 euro al litro (+10% rispetto al 20 febbraio), mentre il diesel è balzato a 2,081 euro al litro (+20%).
L’analisi della Cgia su dati Nomisma stima che il rincaro complessivo delle bollette sui bilanci delle 26,7 milioni di famiglie italiane potrebbe toccare i 9,3 miliardi di euro. Gli aumenti più consistenti si concentrerebbero nelle principali aree urbane metropolitane: a Roma l’incremento della spesa energetica potrebbe toccare i 705,8 milioni, a Milano i 554,5 milioni e a Napoli poco più di 406 milioni. Queste tre grandi città sarebbero quindi tra i territori più esposti al peso dei nuovi aumenti energetici. Per contro, le province meno colpite sarebbero Vibo Valentia (23,1 milioni), Aosta (21,3) e Isernia (12,7).
Bolzano vedrebbe un aggravio annuo per le 239mila famiglie di 83,8 milioni. E in Alto Adige è la Cna a lanciare l’allarme anche per le imprese: «Non solo carburanti ed energia elettrica. Registriamo aumenti generalizzati del 20% per molti materiali, dal rame all’alluminio. Questi rincari sono pesanti per le piccole e medie imprese» afferma Cristiano Cantisani, presidente di Cna Alto Adige Südtirol, commentando il monitoraggio effettuato da Cna nazionale.
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