Università e ricerca
venerdì 18 Settembre, 2026
Cimice asiatica e Drosophila minacciano le colture: la ricerca cerca alleati tra i loro nemici naturali. Alla Fem il summit con 80 esperti
di Redazione
Quattro giornate di confronto internazionale a San Michele all’Adige sull’uso dei nemici naturali degli insetti dannosi. Premiato l’ex ricercatore FEM Claudio Ioriatti
Si è concluso alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige il congresso scientifico BREBCA dell’Organizzazione internazionale per il controllo biologico e integrato, che ha riunito 80 ricercatori ed esperti provenienti da diversi Paesi europei e non solo.
Per quattro giornate, gli studiosi si sono confrontati su una delle sfide più delicate della moderna protezione delle piante: l’utilizzo dei nemici naturali degli insetti dannosi per proteggere le colture e ridurre il ricorso ai prodotti fitosanitari. Un confronto che ha portato in Trentino competenze ed esperienze internazionali, insieme alle attività sviluppate negli ultimi anni dalla Fondazione Mach.
Ad aprire i lavori, lunedì scorso, sono intervenuti Damiano Gianelle, dirigente del Centro Ricerca e Innovazione FEM, Gudrun Strauss, in rappresentanza della IOBC-WPRS, Chiara Pelloso, sostituto direttore dell’Ufficio fitosanitario della Provincia autonoma di Trento, e Giuseppe Stancanelli, responsabile del team per la valutazione del rischio fitosanitario di EFSA.
Gianelle ha sottolineato come le specie invasive rappresentino una sfida che non può essere affrontata entro i confini di un singolo territorio o Paese. «La ricerca e la collaborazione internazionale – ha evidenziato – sono fondamentali non solo per gestire le invasioni già in corso, ma sempre più per anticipare le future minacce e prepararci per tempo alle possibili strategie di risposta».
BREBCA, ha aggiunto, rappresenta proprio «un’occasione di confronto e condivisione tra ricercatori, servizi fitosanitari e istituzioni di diversi Paesi, per mettere in comune esperienze, dati e competenze e sviluppare approcci condivisi a problemi che richiedono una visione necessariamente internazionale».
Sulla collaborazione tra ricerca e istituzioni si è soffermata anche Pelloso, spiegando come «la stretta collaborazione tra la Fondazione Mach e il Servizio Fitosanitario della Provincia di Trento è essenziale per rispondere tempestivamente con strategie in grado di combinare prevenzione, monitoraggio, gestione integrata e controllo biologico».
Il tema del congresso è infatti strettamente legato anche alle attività di ricerca della FEM, impegnata da anni nello studio e nell’applicazione della lotta biologica classica contro alcune importanti specie invasive che interessano l’agricoltura trentina, in particolare cimice asiatica e Drosophila suzukii.
I programmi sviluppati dalla Fondazione prevedono l’individuazione, l’allevamento, il rilascio e il monitoraggio dei nemici naturali delle specie invasive, con l’obiettivo di contribuire alla protezione delle colture attraverso strategie alternative o complementari al ricorso ai prodotti fitosanitari.
Durante il congresso è stato conferito anche un premio a Claudio Ioriatti, ex ricercatore della Fondazione Edmund Mach, per lo straordinario contributo dato nel corso della sua carriera alla disciplina e alla comunità scientifica internazionale.
Nel corso della sua attività, Ioriatti è stato una delle figure di riferimento nella gestione integrata delle avversità delle colture frutticole e della vite, contribuendo allo sviluppo della ricerca sui semiochimici, sul controllo biologico e sulla gestione sostenibile degli organismi nocivi.
Il suo percorso è testimoniato da una significativa produzione scientifica, da numerose collaborazioni internazionali e dai ruoli di responsabilità ricoperti all’interno della Fondazione Edmund Mach e della comunità IOBC.
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