Montagna
mercoledì 30 Luglio, 2025
Cima Falkner, riaprono i sentieri 315 e 316
di Redazione
I geologi stimano una massa instabile totale di 700mila metri cubi, ma i percorsi non sarebbero interessati da un eventuale crollo. Ancora chiusi il 331 e la via ferrata delle Bocchette «Alfredo e Rodolfo Benini»
A distanza di tre giorni dai crolli multipli di 36mila metri cubi di roccia che hanno interessato Cima Falkner, sulle Dolomiti del Brenta, la Provincia ha annunciato la riapertura dei sentieri escursionistici 315 (via ferrata Bruno Dallagiacoma) e 316 (che collega passo del Grostè e rifugio Tuckett). Le simulazioni e i rilievi del servizio geologico della Provincia hanno individuato una massa rocciosa potenzialmente instabile di 700mila metri cubi, che però in caso di crollo non minaccerebbe i due percorsi: «L’obbligo previsto dall’ordinanza del sindaco di Tre Ville, Matteo Leonardi – si legge nella nota – é comunque di mantenersi nel sedime dei sentieri».
Il crollo più consistente, registrato alle 02:36 di notte tra sabato e domenica, è stato registrato dai sismografi. Quella predisposta dalla Provincia è comunque una riapertura parziale: «Rimangono interdetti al pubblico la via ferrata delle Bocchette “Alfredo e Rodolfo Benini” (sentiero 305) e il 331 (dal bivio del 316 al bivio con il 305), di cui il primo è stato direttamente coinvolto dal crollo – prosegue il comunicato – Il Servizio geologico, in collaborazione con il Nucleo droni del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, proseguirà il monitoraggio intensivo di Cima Falkner, in modo da raccogliere ulteriori elementi rispetto ai movimenti della roccia. Il quadro geologico indica un progressivo deterioramento della stabilità, aggravato anche dalla degradazione del permafrost».
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