Cronaca
mercoledì 29 Aprile, 2026
«C’è stata una rapina in gioielleria, dobbiamo indagare»: altra truffa del finto carabiniere a Trento. Il responsabile arrestato in stazione
di Redazione
Il copione è identico a quello visto ad Aldeno la scorsa settimana
«C’è stata una rapina in gioielleria…dobbiamo verificare i gioielli e il denaro che ha a casa»
È così che un giovane italiano è riuscito a raggirare, sottraendole i gioielli che custodiva in casa, una donna trentina.
Venuti a conoscenza della truffa appena consumata, personale della Squadra Mobile della Questura di Trento, ha avviato una serrata e fulminea attività di ricerca del reo, basandosi su una prima descrizione dello stesso fornita dalla vittima. Grazie ad un generico identikit del truffatore, che è stato verbalmente diramato a tutto il personale delle forze dell’ordine in servizio, la Polizia Ferroviaria ha individuato in stazione a Trentouna persona che sembrava somigliare alla descrizione fornita, riuscendo a bloccarlo proprio nell’atto di salire sul treno. Sottoposto a controllo veniva trovato in possesso della refurtiva appena sottratta.
La tipologia di truffa realizzata è quella più volte descritta negli ultimi tempi. La vittima è stata contattata da un soggetto qualificatosi come Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri: un caso è avvenuto ad Aldeno proprio la settimana scorsa. Costui, raccontando che vi era stata una rapina in una gioielleria nelle cui vicinanze era stata rilevata la targa della macchina della vittima, insisteva che vi fosse la necessità di inviare personale dipendente a casa della vittima al fine di controllare se gli ori presenti in casa corrispondessero a quelli della rapina, ovvero escludere ogni responsabilità.
Il truffatore, per rendere ancora più credibile la storia, invitava l’altro familiare presente in casa a recarsi presso la caserma per fornire la propria versione dei fatti.
Di lì a poco a casa della vittima si presentava un uomo, poi identificato nell’arrestato, il quale si faceva consegnare il denaro e i gioielli per poterli comparare con quelli trafugati.
Una volta fermato il reo ed acquisiti una serie di elementi probatori, la persona è stata condotta nella locale casa circondariale, così come disposto dal PM di turno, in attesa dell’udienza di convalida. La refurtiva è stata interamente restituita alla vittima.
Si precisa che la responsabilità penale dell’arrestato sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.