L'iniziativa

lunedì 20 Aprile, 2026

Bypass, i sindaci della Vallagarina al lavoro per un documento unitario da presentare a Rfi: «Una sintesi di tutte le osservazioni ed esigenze»

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Il presidente della Comunità di valle Alberto Scerbo: «Progetto che avrà impatto su tutto il territorio, vanno salvaguardati centri abitati e sottosuolo»

I lavori sono ancora in corso e proseguiranno in maniera serrata fino ai primi di maggio, quando le osservazioni al progetto di bypass ferroviario presentato da Rfi alla città e a tutta la Vallagarina dovranno essere inviate formalmente (la scadenza fissata dal dibattito pubblico è per venerdì 8 maggio). Ma la direzione ormai è chiara: presentare a Rfi un unico documento a nome della Comunità di valle, sottoscritto da tutti i sindaci lagarini, capace di fare sintesi delle varie esigenze del territorio e, soprattutto, di mostrare l’unitarietà (e quindi la forza politica) della Vallagarina di fronte a un colosso come Rfi. A confermarlo è il presidente della Comunità di valle Alberto Scerbo, che venerdì ha incontrato i primi cittadini in una riunione informale convocata nella sede di via Tommaseo 5.

Com’è andato l’incontro con i sindaci?

«Direi bene, la direzione è quella di arrivare ai primi di maggio alla sottoscrizione da parte di tutti i sindaci di un documento redatto dagli uffici della Comunità di valle, capace di fare sintesi di tutte le osservazioni e sollecitazioni arrivate dal territorio. Le singole scelte progettuali sembrano infatti toccare specifiche parti del territorio, ma la verità è che l’impatto del bypass sarà su tutta la Vallagarina e dunque la partita deve essere portata avanti come Comunità, questo è l’approccio».

Non saranno quindi i singoli Comuni a presentare le osservazioni?

«I singoli Comuni direttamente interessati dal tracciato potranno comunque presentare osservazioni ad hoc se lo riterranno utile, ma stiamo lavorando per arrivare a un documento esaustivo che le includa tutte. Rovereto, per esempio, porterà il proprio documento con le osservazioni cittadine in Consiglio comunale ai primi di maggio, ma quel documento verrà recepito anche dalla Comunità di valle».

Cosa ci sarà scritto nel documento della Comunità?

«In questa fase stiamo ancora definendo il tipo di osservazioni da presentare che non potranno essere troppo specifiche. Non daremo una soluzione alternativa a Rfi, ma metteremo in luce tutte le criticità».

Vale a dire?

«I punti principali sono due. Innanzitutto la necessità di salvaguardare i centri abitati e dunque il paese di Marco e quello di Ala. Chiederemo garanzie anche rispetto al proseguimento del tracciato, quello da Serravalle verso sud, di cui oggi non sappiamo ancora nulla ma che dovrà collegarsi al tracciato oggi allo studio e che interesserà quindi Ala. Il secondo aspetto riguarda invece soprattutto la parte a nord della Vallagarina ed è quello ambientale e paesaggistico: chiediamo la salvaguardia del sottosuolo e delle risorse idriche. Il nostro non vuole essere un atteggiamento di chiusura verso Rfi: vogliamo porci in maniera collaborativa per trovare una soluzione a garanzia dei nostri territori. Se ci ascolteranno, saremo aperti al confronto».