Campi Liberi
mercoledì 11 Marzo, 2026
Bruno Arpaia e il mondo (che ci aspetta) senza inverno: «I prossimi migranti climatici potremmo essere noi. E non è fantascienza»
di Gabriella Brugnara
Lo scrittore presenta alla Libreria Due Punti il suo nuovo romanzo: un’indagine tra crisi ambientale, intelligenza artificiale e la necessità di riscoprire la dimensione collettiva per resistere alle derive del presente
Crisi climatica, migrazioni, irruzione dell’AI, nuove disuguaglianze tecnologiche sono alcune delle traiettorie più inquietanti del nostro tempo. Temi che attraversano «Il mondo senza inverno» (Guanda, 2026), nuovo capitolo della storia iniziata con «Qualcosa, là fuori». Il futuro che Bruno Arpaia immagina nel romanzo non nasce da proiezioni fantascientifiche, ma da dati e prospettive elaborati dalla ricerca scientifica. Di questi scenari e delle domande che pongono al nostro tempo si parlerà oggi alle 18 alla Libreria Due Punti, in via San Martino 78 a Trento, dove Arpaia, scrittore, giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, sarà protagonista di un inc...
Leggi in libertà
Campi liberi
Alessandro Masala, in arte Shy di Breaking Italy: «Il pregiudizio verso l'online esisteva, oggi non più. L'informazione è ovunque»
di Emanuele Paccher
Lo youtuber sarà protagonista di un evento oggi a Borgo Valsugana: «La generazione Z? Sensibile a studio, inflazione ed emergenza abitativa»
L'intervista
Tito Boeri su giovani, lavoro e stato sociale: «Salario minimo e più lavoratori per tenere il sistema. Stipendi? Dal 2021 calati del 10%. Donne? Tassi occupazione ancora bassi»
di Emanuele Paccher
L'economista sarà ospite a Trento e Borgo Valsugana: «Per le nuove generazioni facilitare la transizione dalla scuola al mondo lavorativo»
Campi liberi
Corrado De Rosa racconta Totò Schillaci, l'italiano medio delle Notti Magiche: «Un uomo finito spesso "fuori posto", da Messina al Giappone»
di Lorenzo Fabiano
Lo psichiatra presenterà oggi il libro dedicato al campione palermitano: «Rappresenta quello che noi italiani, forse, non siamo disposti fino in fondo ad ammettere di essere»