Campi liberi

mercoledì 24 Giugno, 2026

Corrado De Rosa racconta Totò Schillaci, l’italiano medio delle Notti Magiche: «Un uomo finito spesso “fuori posto”, da Messina al Giappone»

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Lo psichiatra presenterà oggi il libro dedicato al campione palermitano: «Rappresenta quello che noi italiani, forse, non siamo disposti fino in fondo ad ammettere di essere»
Correva il 9 giugno del 1990, e allo Stadio Olimpico di Roma, pur giocando bene, a un quarto d’ora dalla fine l’Italia non riusciva a sfondare il muro austriaco nella prima partita degli Azzurri ai Mondiali nel Belpaese. Fu in quel momento che Azeglio Vicini pescò la carta degli «imprevisti» al Monopoli: Salvatore Schillaci, che fece il suo ingresso in campo al posto di Andrea Carnevale che il campo, invece, lo lasciò col broncio. Quattro minuti, e su un cross dalla destra di Gianluca Vialli, Schillaci la incornò in rete sotto la Curva Sud. Primo pallone e gol, così le notti di Italia ‘90 si fecero magiche per davvero. Gli occhi spiritati di Totò divennero i fari abbaglianti sul Paese, lui l’eroe nazi...

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