sicurezza
venerdì 11 Luglio, 2025
Birra, vino, olio: supermercati nel mirino del taccheggio. Poli: «Rubano pure lattine di Red Bull»
di Patrizia Rapposelli
Penasa (Dao): «Furti? Una costante del nostro lavoro». Il Questore Zupo: «Interveniamo grazie alla segnalazione, ladri denunciati ma non ci sono gli estremi per un arresto»

«I furti e gli ammanchi di merce sono un problema per tutta la nostra categoria, impossibile negare. I prodotti vengono rimessi sul mercato: è ricettazione». Il responsabile marketing del gruppo Poli, Mauro Poli, conferma quanto è stato denunciato ieri sul nostro giornale. La Despar e il Poli sono nel mirino di taccheggiatori che farebbero sparire dagli scaffali dei supermercati decine e decine di scatolette di tonno, bottiglie di olio d’oliva, bustine di grana, lattine di birra, caffè, alcolici e lattine di Red Bull per distribuirli a prezzi ribassati a bar e ristoranti. Anche la rete di negozi Dao-Conad vive di episodi del genere. «È una costante del nostro lavoro — commenta Alessandro Penasa, il direttore generale Dao— Se sono furti per necessità? No è un problema di inciviltà». Gli episodi di furto sono quotidiani, ma è difficile capire quanti sono e quando sono avvenuti. Infatti, i colpi vengono alla luce in sede di inventario, quando al momento del bilancio aziendale i conti non tornano. Sulla questione interviene Nicola Zupo, il Questore di Trento: «Quando c’è stata una segnalazione di furto al 112 siamo intervenuti tempestivamente. Sono furti di piccola entità non ci sono gli estremi per un arresto, ma i responsabili non la fanno franca».
Birra, vino, olio: i furti
Al Despar di Largo Nazario Sauro, in un anno, sarebbe sparita merce equivalente a circa 30mila euro. Così come al punto vendita di via Manci, dove gli ammanchi si aggirerebbero sui 70mila euro. Tra gli scaffali sarebbero state rubate grosse quantità di lattine di birra, quattro litri al giorno di vino «Tavernello», spumanti e prosecchi per un valore di 9mila euro.
Ma questi sono solo alcuni dei prodotti nella parte alta della classifica della merce più rubata. Tra quelli di maggior valore sottratti ai pagamenti ci sarebbero anche bottiglie di olio extravergine d’oliva per un valore di 9mila euro, scatolette di tonno per 5mila euro e bustine di grana per 4-5mila euro. Numeri che sul bilancio aziendale sono una voce che pesa, sempre di più.
Poli: «Rubano Red Bull»
Un problema che riguarderebbe anche la catena Poli. «Gran parte dei furti vengono scoperti in fase di inventariato. Non ho i numeri alla mano, ma posso dire per certo che negli ultimi anni soffriamo di ammanchi causati da furti», rivela il responsabile marketing del gruppo Poli, Mauro Poli. Il problema della sicurezza all’interno dei punti vendita è sempre più pesante. «I taccheggiatori rubano anche nei nostri negozi scatolette di tonno, grana e olio. Caffè e bottiglie di alcolici — racconta— Non solo. Anche superalcolici e lattine di Red Bull». Difficile avere un’idea precisa della quantità sottratta. «Ripeto non ho i numeri a portata di mano, ma se guardo i prodotti che vengono fatti sparire e il valore, siamo di fronte a furti su commissione e non per necessità», conclude Poli. Solo a garanzia dell’anonimato, qualcuno racconta che ci sono episodi in cui il ladro si servirebbe di una borsa spesa di pezza o di nylon. Capiente da contenere fino a 200 euro di spesa con all’interno decine dello stesso prodotto che, poi, verrebbe distribuito a prezzo ribassato a bar e ristoranti.
Il Questore
Per le forze dell’ordine non è facile tracciare tutti questi furti perchè, come anticipato, vengono alla luce in sede di inventario. Dunque, spesso non viene fatta denuncia da parte dei gestori dei punti vendita. Ma nel momento in cui i responsabili dei supermercati segnalano, «gli autori dei furti vengono identificati e denunciati a piede libero», assicura il Questore Nicola Zupo. Resta il fatto che quello dei furti nei supermercati è un problema che a fine anno, sul bilancio, sono una voce che pesa. Lo conferma il direttore generale Dao Alessandro Penasa: «Sono la quotidianità. In tutti i negozi spariscono sempre gli stessi prodotti».
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