Poplar

domenica 13 Settembre, 2026

Avalanches, Floating Points, l’emozionato Rares e la sorpresa ggiovanni: Poplar fa il «pienone» nella terza serata

di

Grandi nomi internazionali sul palco del Doss Trento per la penultima giornata del festival

La terza serata di Poplar è quella da godersi abbracciati con la persona amata tra lentoni e limoni, ma è anche quella che ti strappa il piantino facendoti pensare qualche momento complicato. Ed è anche quella che forse più di tutte ha fatto saltare il pubblico finora.

Da cheyenne alla sorpresa Ggiovanni, fino ai grandi nomi internazionali come The Avalanches e i Floating Points, che fanno a gara con I Cani per il titolo di artisti più attesi di tutta la rassegna. Senza dimenticarsi del pop cinematico e d’avanguardia di Marta Del Grandi, condito da sfumature Jazz e folk, una delle artiste più sofisticate e tecnicamente raffinate di tutto il festival, compresi i nomi internazionali.

E poi c’è il ri-ritorno di Rares che si emoziona ed emoziona, forse più di tutti. È di sicuro lui uno dei volti principali di questo Poplar e chissà che questo concerto non sia il preludio ad altri palchi e alla sua consacrazione definitiva. Sincero è probabilmente il suo miglior album finora e sicuramente quello che segna la sua maturazione stilistica, strumentale e vocale. Per lui è tutto pieno già dal primo pezzo, è uno dei più amati e si vede. Alterna momenti di «gaso» collettivo, come sulla hit Bella Giornata, in cui tutto il parterre balla e salta insieme a lui, ad altri più malinconici, come Strappacuore (contenuta nel disco sotto forma di duetto con Giovanni Truppi). Ma il momento più emozionante è quando esegue «L’amore è un’altra cosa», il brano da lacrimuccia per eccellenza. Sfido anche i cuori più duri a non sciogliersi mentre Gabriel canta: «Sette mesi come tutto d’un fiato, sette giorni per staccare la presa, per restare al buio con la propria testa. L’amore è un’altra cosa». A un certo punto si emoziona pure lui e perde un attacco per un attimo, ma chiede subito scusa e si riprende in un amen. Ah sì, e poi torna anche il duetto con Faccianuvola su Hanno previsto Pioggia. Curatissimi i suoni di chitarra synth e fiati, voce ancora più a fuoco della prima sera, stavolta valorizza anche i falsetti e la parte più alta della sua estensione. Però un piccolo appunto glielo facciamo lo stesso: ha il vizietto di cantare un po’ troppo «in corsivo». Ma è proprio fare il pelo nell’uovo.

Dopo di lui, arriva il «wonk pop» delle Lime Garden, come lo definiscono loro. Un misto di indie rock, post punk e ritmi dance, in cui linee di basso e voce la fanno da padrone. Un po’ statiche forse, sia come presenza scenica che a livello di brani, ma è parte del loro stile. «Non mi fanno impazzire – racconta Jacopo Roccabruna, bassista della provincia di Trento – le ho trovate un po’ pigre. Invece, ho apprezzato molto Rares, avevo già sentito qualcosa di suo ma non dal vivo. Sono venuto un po’ a scatola chiusa come tutti gli anni, vengo sempre per la vibe. Ho il full pass e c’è sempre una selezione di musica interessante da scoprire. Manca un po’ di punk ma quello arriverà domani con i Maruja, li ascolto da qualche anno e li conosco bene, così come i Cani». «Io, invece, sono venuto per Rares – dice Lorenzo — e il brano che attendevo di più è Hanno previsto Pioggia con Faccianuvola». « E io per la vibe, ieri ho apprezzato OKgiorgio e l’altro ieri Marco Castello». Con loro anche Sofia: «Sono marchigiana ma lavoro a Trento da tre anni e da tre anni prendo il full pass. Quest’anno sono venuta a sentire Faccianuvola e Rares, ho scoperto Floating Points che ho inserito nella mia playlist». L’amica Alessandra viene dal Friuli: «Anch’io sono trapiantata a Trento e vengo principalmente per le vibes da tre anni, questo però è il primo che faccio il full pass. Tra gli artisti di questa edizione apprezzo molto anch’io Faccianuvola, Floating Points e per gli Avalanches che spaccano un sacco. Poi ci sono anche i Cani, Marco Castello e altri artisti che meritano. Ieri le Florence Road sono state veramente fenomenali».

E alle 21 è proprio il turno degli Avalanches, tra gli ospiti principali di quest’anno. «Cugini» australiani dei Daft Punk, per così dire, hanno contribuito a ridefinire la scena elettronica mondiale dall’inizio degli anni 2000. Per gli amanti del genere sicuramente un must, impossibili da perdere. Dopo di loro sul palco sono saliti il polistrumentista e producer scozzese Corto Alto, tra i nomi di punta della nuova scena nu jazz britannica e in rampa di lancio a livello mondiale. Poi l’attesissima Idm di Floating Points, l’improvvisazione tra techno e drum ‘n bass del trio Macedonia sintetica e a chiudere in bellezza l’elettronica sperimentale della dj australiana Haai.

Commenti: