l'intervista
sabato 11 Marzo, 2023
Arianna Miorandi, nuova presidente del PD trentino: «Pronta a ricucire per vincere uniti»
di Donatello Baldo
La docente universitaria, nominata presidente dall'assemblea trentina del Partito Democratico, punta a riunire partito e coalizione: «Dobbiamo trovare presto il candidato. Sarà un lavoro di squadra, e l’obiettivo è vincere le elezioni»
Ieri era a una conferenza a Milano in qualità di oratrice. Il tema: Sudest asiatico e Cambogia, dai Kmer Rossi alle interferenze internazionali. «Un evento organizzato in occasione dei vent’anni dalla morte di Enrica Collotti Pischel, un riferimento fondamentale nel mondo della sinologia, e roveretana come me». Arianna Miorandi — eletta giovedì alla presidenza del Pd trentino — è infatti una docente universitaria che si occupa di storia dell’Asia orientale, consigliera comunale a Rovereto con una delega alla cooperazione allo sviluppo: «È un campo che conosco, mi sono spesso occupata di organizzazioni non governative, di mediazione internazionale».
Non è che sia stata scelta alla guida dell’assemblea dem proprio per i suoi trascorsi di mediatrice? Ci vuole quest’indole per guidare il Pd…
«L’approccio dev’essere quello, e la necessità del dialogo tra componenti interne l’ho sperimentato negli ultimi quattro anni».
Che ha passato in minoranza.
«Ero entrata in assemblea del Pd nella quota della mozione Dal Ri, quando vinse Lucia Maestri. Ma le divisioni furono subito superate e la segretaria Maestri venne subito accolta come segretaria di tutti. Inizialmente, dopo un congresso, è normale che ci sia un confronto anche acceso, ma le divergenze si superano lavorando assieme».
Questo giro ha vinto Dal Ri, che lei sosteneva, ma lo sconfitto Alessandro Betta non sembra riappacificato. Che si fa?
«Il mio compito sarà quello di promuovere il dialogo, e sono sicura che lavorando assieme sui temi si troverà l’unità del partito. L’obiettivo, com’è successo già in passato, è che all’interno dell’assemblea si superi i concetto di maggioranza e minoranza».
Lei dovrà presiedere l’Assemblea che deciderà su come si porrà il Pd alle prossime elezioni provinciali.
«Il partito è chiamato a una sfida importante, ed è proprio per questo che non possiamo dividerci ora. Sarà una campagna elettorale difficile, dovremo fare squadra in un partito che sarà senza dubbio la forza trainante della coalizione»
L’assemblea del Pd dovrà ratificare la scelta del candidato presidente.
«C’è un tavolo di coalizione in cui si discuterà di nomi, ma è certo che il partito dovrà dare il suo vaglio. Spero che si faccia presto, anche perché l’assemblea dovrà avere il tempo per discutere e approfondire».
Per prassi sarà anche lei al tavolo della coalizione assieme al segretario Dal Ri. Con che spirito parteciperà, e con che obiettivi?
«Sarà un lavoro di squadra, e l’obiettivo è vincere le elezioni».
Lei ha sostenuto Dal Ri, ma ha votato Elly Schlein.
«Ed era giusto che questa componente avesse una sua rappresentanza. Elly Schlein ha preso la maggioranza dei voti in Trentino, nonostante i due candidati locali sostenessero Bonaccini».
Elly Schlein ha portato un vento di cambiamento. Come potrà incidere in Trentino?
«Attraverso il programma elettorale. La coalizione dovrà farsi carico dei temi che abbiamo messo come prioritari, su tutti il cambiamento climatico e le disuguaglianze».
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