Alto Garda
lunedì 20 Luglio, 2026
Arco, polemiche bipartisan contro la scelta del Comune di non partecipare alle premiazioni dei mondiali di arrampicata
di Leonardo Omezzolli
Totale contrarietà all'iniziativa da parte di Pd, Voce Comune per Arco e Forza Italia. Per questa settimana attesa una mobilitazione pro Palestina
La decisione dell’amministrazione di Arco di non presenziare alle premiazioni degli atleti ai campionati del mondo giovanili di arrampicata sportiva in scena in questi giorni al Climbing Stadium di Prabi, in segno di solidarietà al popolo palestinese e di condanna alle azioni israeliane a Gaza, ha sollevato un nuvolone di polemiche bipartisan, riunendo sinistra e destra sotto un unico mantra: totale contrarietà all’iniziativa.
I primi a storcere il naso sono stati i membri del Pd locale guidati dal segretario Renato Miorelli: «Non possiamo che essere fermamente contrari e contrariati da questa presa di posizione – spiegano -. Vivremo un evento che vedrà nella nostra città 725 atleti under 19 e under 17 provenienti da 68 nazioni. E i loro accompagnatori adulti. Quando la giunta giustifica la decisione di non prendere parte alla cerimonia di premiazione non possiamo non domandarci come oggi ci si possa permettere di ghettizzare, anche solo a parole, dei ragazzi, non colpevoli in prima persona degli obbrobri di chi malauguratamente li governa, sostenuto da un altro guerrafondaio che ambiva al Nobel per la pace. L’assenza all’evento di chiusura dei giochi è un atto politico, indubbiamente di forza elevata, ma non giustificabile solo con il fatto di essere una giunta che aborre la guerra e anela la pace. Di fatto, si condannano tutti i giovani presenti, non si fa altro che emarginarli». Per il Pd si è persa l’occasione di affermare anche attraverso la presenza e le parole un vero messaggio di pace».
Intervenuto anche il nuovo gruppo Voce Comune per Arco con Gianluigi Maino ed Elisabetta Aldrighetti che denunciano un’abdicazione della giunta arcense al ruolo di amministratori. «Disertare le premiazioni di una manifestazione sportiva internazionale significa utilizzare l’evento come terreno di contrapposizione politica e rinunciare al proprio ruolo di amministrazione ospitante. A essere colpiti precisano Maino e Aldrighetti – non sono un governo o una rappresentanza diplomatica, ma gli organizzatori, i volontari, il pubblico e soprattutto gli atleti, chiamati implicitamente a rispondere della politica del Paese dal quale provengono. Una profonda mancanza di rispetto. Questa non è solidarietà, è ideologia cieca che prevale sul buonsenso e sul dovere istituzionale di ospitalità e neutralità sportiva».
Giudizio negativo anche da parte del consigliere (Pd) Dario Ioppi: «Spiace apprendere ancora una volta e dover commentare e vedere come un’amministrazione, con superficialità, snobbi un appuntamento così importante per la nostra città e diserti le premiazioni di una manifestazione in grado di coltivare rapporti genuini che superano ogni confine e nazionalità, celebrando giovani atleti che altro non fanno che mettere anima e cuore in questa disciplina».
Forte disaccordo anche da Forza Italia per voce di Luigi Masato, Piergiorgio Zambotti, Stefano Briosi e Claudio Cia: «La decisione della giunta di disertare le premiazioni per la presenza della delegazione israeliana è grave e profondamente sbagliata – affermano -. Di fronte al crescente clima di ostilità nei confronti degli ebrei, che trova purtroppo espressione anche a livello istituzionale, non si può fingere che il silenzio rappresenti una posizione equilibrata o prudente. Tacere significa lasciare spazio a una deriva che utilizza cittadini, atleti e giovani come bersagli simbolici di responsabilità politiche che non appartengono loro. Ricordiamo alla sindaca Arianna Fiorio che un’amministrazione comunale è eletta per governare la città, tutelarne gli interessi e promuoverne l’immagine, non per utilizzare un evento internazionale come palcoscenico di propaganda politica».
Mentre gli atleti hanno iniziato a sfidarsi nelle tre principali discipline e in attesa dell’annunciata mobilitazione che ci sarà dal 20 al 25 proprio in sostegno alla Palestina e contro i crimini su Gaza, la competizione si è ammantata di politica internazionale che rischia di offuscare lo spirito agonistico.
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