La tragedia
lunedì 10 Aprile, 2023
Andrea Papi, lettera della madre: «Sapere che è stato in balia dell’orso mi devasta. Ora non dimenticate»
di Redazione
Nel messaggio di Franca Ghirardini, la mamma del 26enne ucciso dall'orso nei boschi sopra Caldes, c'è rabbia e indignazione: «Evidentemente forse non è stato fatto tutto quello che poteva essere fatto, non ci sono stati grandi interventi per garantire la sicurezza della popolazione»
«Il sistema ha fatto sì che Andrea diventasse la prima vittima annunciata», è questa forse la frase più netta del messaggio scritto da Franca Ghirardini, la madre di Andrea Papi il giovane di Caldes ucciso da un orso mentre stava facendo una corsa nel bosco del paese. Si tratta di un «J’accuse» duro, ma secondo Ghirardini giustificato «perché se è successa questa tragedia, evidentemente forse non è stato fatto tutto quello che poteva essere fatto». La denuncia della madre è che: «Non ci sono stati grandi interventi per garantire la sicurezza della popolazione». Un commento, quello rivolto alle autorità provinciali e statali, che si chiude con un monito: «Sappiate che noi siamo arrabbiati e indignati. Lotteremo fino alla fine per rendere giustizia al mio Andrea». Franca Ghiardini nel messaggio ringrazia la grande macchina del soccorso che non si è mai fermata per trovare Andrea e nel ricordare il figlio confessa: «Sapere che Andrea è stato in balia dell’orso mi devasta».
Di seguito il testo integrale del messaggio di Franca Ghirardini.
«Volevo dirvi che la mia anima e quella dei miei familiari è devastata da un immenso dolore, non riusciamo a capacitarci e a farcene una ragione.
Il sapere che Andrea è stato in balia dell’orso mi devasta.
Andrea e Laura sono la nostra ragione di vita e per questo chiedo rispetto.
Andrea é nato e vissuto qua, amava la natura e la rispettava, il suo territorio, le sue cime, le sue traversate erano la sua vita.
Chiedo a tutte le popolazioni che vivono nei territori di montagna e alle amministrazioni di far sentire la loro voce e di non abbandonarci e di non abbassare la guardia, perché io e tutta la mia famiglia lotteremo fino alla fine per rendere giustizia al mio Andrea.
Ringrazio di cuore per averci aiutato a trovare nostro figlio tutta la macchina dei soccorsi, vigili del fuoco, soccorso alpino e speleologico, gli operatori con i cani da ricerca e molecolari, le forze dell’ordine, i volontari che si sono attivati e l’amministrazione comunale.
Vi chiedo un’ultima cosa: non dimenticate.
Dobbiamo ridare ad Andrea la sua dignitá.
Mi rivolgo con questo mio scritto alle autorità della provincia e dello Stato attuali e pregresse perché se è successa questa tragedia, evidentemente forse non è stato fatto tutto quello che poteva essere fatto.
Eravamo a conoscenza dei fatti accaduti nel tempo ma non ci sono stati grandi interventi per garantire la sicurezza della popolazione.
Sappiate che noi siamo arrabbiati e indignati.
Il sistema ha fatto sì che Andrea diventasse la prima vittima annunciata.
Questo va ricercato in una gestione del progetto Ursus che non ha saputo adeguarsi e affrontare l’aumento degli orsi e che non ha ritenuto di agire dopo le molte aggressioni che ci sono state in questi anni.
Non è stato fatto niente».
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