Il caso
martedì 8 Settembre, 2026
Alunno cade a scuola e si rompe i denti, i genitori querelano la dirigente delle Bresadola: il giudice archivia il caso
di Ubaldo Cordellini
La preside Paola Pasqualin è stata prosciolta dalle accuse: «Nessuna responsabilità per quanto accaduto»
È l’incubo di ogni insegnante. Soprattutto durante la ricreazione, così come nelle gite o nelle uscite didattiche, il timore che un ragazzo si faccia male in qualche modo è costante, insieme alla paura di dover rispondere personalmente e rischiare una denuncia penale. Ed è proprio quello che è accaduto dopo che un alunno delle scuole medie Bresadola, in centro a Trento, è scivolato cadendo rovinosamente a terra nel cortile ovest dell’istituto, nel marzo del 2023.
Il giovane nella caduta aveva riportato la frattura con distacco di un pezzo dell’incisivo superiore sinistro, la scheggiatura di quello destro e una ferita lacero-contusa al labbro. I genitori hanno quindi presentato querela nei confronti di Paola Pasqualin, dirigente dell’Istituto comprensivo Trento 6 (di cui le Bresadola fanno parte), e del responsabile del servizio di prevenzione e sicurezza. Secondo quanto sostenuto nell’esposto, lo studente sarebbe caduto mentre si girava per far rientro in classe al termine dell’intervallo. Il ragazzino sarebbe scivolato, a detta dei familiari, a causa del ghiaino e di alcuni detriti presenti sul manto del piazzale, nella zona vicina al muro della palestra.
Nella denuncia si ipotizza che l’incidente sia stato causato dalla mancata adozione, da parte dei due indagati, delle misure necessarie a garantire l’incolumità nell’area esterna; in particolare, non sarebbe stato fatto nulla per asportare i sassolini. Nel corso delle indagini sono state acquisite le cartelle cliniche del ragazzo: la documentazione medica, redatta dal dentista che lo aveva visitato subito dopo i fatti, confermava una frattura coronale completa di un dente con esposizione della polpa e una frattura smalto-dentinale del secondo. Si trattava di lesioni effettive e compatibili con il trauma subìto, ma gli accertamenti non hanno rilevato alcun nesso di causalità tra la condotta dei responsabili della scuola e il fatto. In altre parole, il pubblico ministero Davide Ognibene non ha riscontrato una specifica condotta colposa da parte loro.
Per questo motivo ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per lesioni colpose, data la mancanza di prove sul legame diretto tra il loro operato e la caduta, oltre all’assenza dell’elemento soggettivo del reato, ovvero di un comportamento caratterizzato da negligenza, imperizia o imprudenza. L’avvocato dei genitori, però, si è opposto alla richiesta, domandando che venissero sentiti i testimoni oculari, nello specifico due studenti e due professori.
Nell’udienza che si è tenuta davanti al giudice Gianmarco Giua, le difese dei due indagati — sostenute da Fabio Valcanover per il responsabile della sicurezza e da Andrea Stefenelli per la preside Pasqualin — hanno evidenziato come il ghiaino potesse essere stato trasportato dalle auto che parcheggiano ogni giorno sul piazzale, ribadendo che non era stata dimostrata alcuna trascuratezza da parte dei loro assistiti. Il giudice ha respinto l’opposizione e ha accolto la richiesta di archiviazione, osservando che la presenza dei detriti, anche se fosse stata provata, non consente di affermare che la caduta sia stata causata proprio dallo stato dei luoghi, né permette di dire che se gli indagati avessero fatto rimuovere il materiale, l’incidente non si sarebbe verificato. Dagli atti, inoltre, non era emerso che ai due fosse mai stata segnalata la pericolosità del cortile.
Il magistrato ha quindi sottolineato che i professionisti, pur avendo funzioni di vigilanza, non sono titolari di una forma di responsabilità oggettiva per i piccoli infortuni degli alunni. In ambito penale vanno infatti provate con elementi concreti eventuali omissioni che, in questo caso, non sono affatto emerse. Così il giudice ha disposto l’archiviazione delle accuse. Adesso la famiglia potrà, se lo vorrà, intentare una causa civile per il risarcimento del danno, dal momento che la vicenda non ha rilevanza dal punto di vista penale.
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