La storia
sabato 7 Febbraio, 2026
Addio al Bar Stella, Molina perde anche tabacchi ed edicola: «Il paese sta morendo»
di Samanta Deflorian
Dopo sette anni Raphaela Zeni getta la spugna: pesa il costo insostenibile del rinnovo delle licenze e la mancanza di subentri
La decisione è presa, il conto alla rovescia è cominciato: a fine agosto il Bar Stella di Molina di Fiemme chiuderà definitivamente i battenti. E se di bar in paese ce ne sono altri due (l’Hotel Italia e quello al parco), la comunità resterà anche senza l’edicola e i tabacchi. Ad annunciarlo, con un post sui social, è stata la titolare, Raphaela Zeni, che aveva avviato l’attività nel 2017 con la collaborazione della suocera Antonella.
Non ci sarà una nuova gestione perché, così ha spiegato la titolare, tutti i tentativi di cedere l’attività, anche solo del bar, sono caduti nel vuoto. E così a fine agosto, quando scadrà la licenza dei Monopoli, sul Bar Stella scenderà definitivamente la serranda: «Rinnovare la licenza dei Monopoli costerebbe 20mila euro, troppi. Avremmo chiuso anche prima, ma di fatto ci è stato imposto dai Monopoli di continuare – spiega Raphaela – e già nel 2019 abbiamo sostenuto una spesa importante per rinnovare i locali: poi è arrivato il Covid…». Insomma, i conti non tornano.
«La licenza di monopoli, tabacchi e giochi è nominale e se nessun altro la vuole andrà a decadere – hanno poi spiegato su Facebook Raphaela con Antonella – Le regole impongono una sola licenza ogni 3000 abitanti per comune. Castello Molina, 2300 abitanti, detiene già una licenza, per Castello appunto, una volta dichiarata la nostra rinuncia non ci sarà svolta di ritorno e Molina rimarrà definitivamente senza servizi. Non v’è possibilità di richiedere nemmeno un patentino (categoria secondaria per la rivendita dei tabacchi), in quanto vengono rilasciati dal 3000 abitanti in su».
«Ammettiamo un sentito dispiacere per questa rinuncia soprattutto per il tempo e il denaro spesi in questa attività – hanno poi aggiunto – ma non siamo più in grado a procedere, per motivi strettamente personali. Il paese di Molina riserva a nostro parere un potenziale enorme, ma che non viene sfruttato come meriterebbe, ma non sta a noi privati prenderci carico dell’incombente futuro del paesello. Avremo modo di ringraziare i nostri affezionati clienti, ormai amici, ad uno ad uno».
Per Raphaela la cessazione del bar altro non è che il sintomo di un male più grande: «Questo paese sta morendo» – afferma – ma non mi sento di dare la colpa a nessuno». Insomma, l’offerta a Molina sarà più povera, perché un bar non è soltanto un’attività commerciale, ma un punto di scambio sociale. Con la chiusura verrà a mancare anche l’edicola, anche se, in questo caso, una soluzione sarebbe più semplice perché, a differenza dei Monopoli, per aprirla sarebbe sufficiente una Scia.
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