Storie
mercoledì 27 Settembre, 2023
A Lavis la presentazione del libro di Mouhamed Alì, campione di pugilato
di Veronica Ballotta
Un sogno da seguire, la sua storia dalla vendita ambulante sulle spiagge al podio
Una storia che attraversa il Senegal, la Francia, e l’Italia, e che in seguito a numerosi ostacoli e difficoltà finalmente porta Mouhamed Alì Ndiaye a diventare campione italiano di pugilato nel 2004, coronando il sogno di una vita intera. L’esperienza del campione è al centro del libro «Mi chiamo Mouhamed Alì», scritto insieme all’autrice Rita Coruzzi. Il romanzo, pubblicato nel maggio 2019, verrà presentato presso la biblioteca di Lavis e Terre d’Adige giovedì 28 settembre alle ore 20.30. La presentazione del volume, organizzata dalla biblioteca comunale in collaborazione con il Comune di Lavis, verrà moderata da Irene Matassoni, che intervisterà l’autore. Il romanzo scritto da Rita Coruzzi e Mouhamed Alì Ndiaye illustra l’esperienza di una vita, il racconto di una storia – indissolubilmente legata allo sport, e in particolare alla passione per il pugilato – rivolta non soltanto agli adulti, ma senz’altro anche ai più giovani. Questo venerdì mattina, infatti, l’autore del libro incontrerà anche alcune classi delle scuole medie, e avrà quindi la possibilità di confrontarsi e di raccontare la propria esperienza anche a studenti e studentesse. Mouhamed Alì Ndiaye nasce in Senegal da un padre pugile che immagina un grande futuro per il figlio, anche ispirato dal mito di Muhammad Ali. E quel bambino, oltre ad incontrare per ben due volte il grande campione americano, riuscirà davvero ad diventare un pugile. Sin da piccolo, infatti, Mouhamed Alì Ndiaye è costretto dal padre ad allenarsi giorno e notte; con il tempo, capirà che il percorso a cui il genitore lo ha avviato è in realtà l’unica alternativa a criminalità e droga. Una volta diventato campione del Senegal, inizia a maturare il desiderio di trasferirsi all’estero, l’unica vera possibilità per poter portare avanti la propria carriera sportiva. Comincia quindi il viaggio del campione di pugilato, che trascorre alcuni mesi in Francia per poi trasferirsi in Italia. Il desiderio di andare fino in fondo per tentare di realizzare il proprio sogno spinge Mouhamed Alì Ndiaye a superare tutte le difficoltà che si trova costretto ad affrontare: non conosce la lingua italiana, è sprovvisto di un permesso di soggiorno e di un alloggio, e si dedica alla vendita ambulante sulle spiagge; continuando, naturalmente, ad allenarsi. Alla fine, Mouhamed Alì Ndiaye riuscirà a diventare il campione di pugilato che suo padre aveva sempre immaginato, coronando così il grande sogno che lo ha accompagnato sin dalla prima infanzia.
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