Verso i Giochi

venerdì 9 Gennaio, 2026

Milano-Cortina 2026, a un mese dai Giochi hotel non ancora pieni in Fiemme e Fassa. Ma gli operatori operatori restano fiduciosi

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Prenotazioni sotto le attese nelle prime due settimane di febbraio, tra timori di caos e prezzi. Apt e Asat: «Niente valle blindata, evento decisivo per gli anni a venire»

Il conto alla rovescia è iniziato, le opere programmate – assicura Tito Giovannini, responsabile del coordinamento provinciale olimpico – sono pronte per i Giochi a cinque cerchi. Gli hotel, invece, ad un mese dall’inaugurazione di Milano-Cortina 2026, non sono ancora pieni, neppure nelle prime due settimane di febbraio, quelle che solitamente sono «sold out» a prescindere da un evento planetario come le Olimpiadi. La conferma arriva dagli addetti ai lavori, Apt e Asat di valle, che da una parte mantengono un cauto ottimismo, visto che manca ancora un mese al via, dall’altra sottolineano che le Olimpiadi sono soprattutto una vetrina per gli anni a venire e non (o comunque non solo) l’evento con cui fare cassa nell’immediato.

I motivi di questa apparente «timidezza»? Parte della clientela fidelizzata ha preferito dire «ci vediamo fra due anni», temendo caos e prezzi alle stelle. E proprio i timori di una valle blindata potrebbero aver tenuto a debita distanza gli indecisi. «Ma non ci sarà alcun caos, la valle sarà vivibile e percorribile pienamente, con tanti eventi di contorno», sottolineano con forza gli operatori turistici. Certo, poi c’è chi ammette che aver giocato qualche mese fa un po’ troppo con il listino prezzi può aver influito. Questo il quadro della val di Fiemme e di parte della val di Fassa, visto che in alta valle – assicura Filippo Debertol, referente dell’Asat di zona – non si registra nessuno effetto-olimpico.

«Vero, qualche posto negli alberghi c’è ancora – spiega Giancarlo Cescatti, direttore dell’Apt di Fiemme-Cembra – i biglietti per le gare di salto sono esauriti, mentre ci sono ancora a disposizione ticket per le competizioni di sci nordico: l’auspicio è che arrivino altri tifosi. L’informazione importante che deve essere veicolata è che non ci sarà alcuna restrizione per chi vuole venire in valle, dove tra l’altro gli appassionati saranno accolti con tanti eventi collaterali». Cescatti ricorda che una buona parte dei posti letto negli alberghi sono stati riservati alla «macchina olimpica», ci sono poi atlete, atleti e staff tecnici. Manca ancora un pezzo di «cuore», parte dei tifosi che danno l’anima ai Giochi: «Prematuro per fare bilanci, vediamo come andrà nei giorni a ridosso delle competizioni. Viviamo quotidianamente, anche perché nessuno di noi ha esperienza di Giochi olimpici». I prezzi possono aver influito? «Un aumento è giustificato dalla portata dell’evento, è il gioco della domanda e dell’offerta – risponde il direttore dell’Apt – poi ogni azienda ricettiva ha le proprie strategie». Un ragionamento, quello di Cescatti, che si inserisce in una stagione certamente buona, ma che segna il passo rispetto allo scorso anno: «Il ponte di Sant’Ambrogio e il periodo di Natale sono stati positivi, ma complessivamente le proiezioni parlano di una contrazione del 2%». Un dato che, per intendersi, riguarda anche il periodo olimpico.

«Confermo che non c’è il tutto esaurito, e l’auspicio è che si arrivi a questo, ma voglio sottolineare che le Olimpiadi sono soprattutto una vetrina per il futuro, non siamo quindi preoccupati», il primo commento di Diego Zorzi, referente Asat della val di Fiemme e titolare dell’Hotel Nele di Ziano di Fiemme, storica «casa» della nazionale italiana di sci nordico. «Le Olimpiadi sono così – continua – sappiamo che i tifosi preferiscono alloggiare nei territori limitrofi, questo succede anche con i giochi estivi. Se non arriveranno i tifosi, che è quello che ci auguriamo, ci saranno comunque gli sciatori», aggiunge Zorzi. I prezzi possono rappresentare un problema? «Due anni fa erano alti, ora parliamo di tariffe un po’ superiori all’altissima stagione, ma non ragioniamo di cifre improponibili», assicura il titolare del Nele.

«Le Olimpiadi hanno avuto ricadute negative sulle prenotazioni in val di Fassa – assicura Davide Moser, referente Asat di Moena – probabilmente meno in alta valle, ma in questo momento per le prime due settimane di febbraio siamo sotto la media, cosa che negli anni scorsi non avveniva: a questo punto eravamo già sold-out». Secondo Moser, il problema non sono i prezzi ma i timori di trovare un clima «invivibile»: «Ai clienti fidelizzati si fanno gli stessi prezzi, il punto è che già lo scorso anno parte degli ospiti aveva annunciato che quest’anno non sarebbe venuta a sciare in val di Fassa a causa delle Olimpiadi: timori di un disagio che sono, per altro, del tutto ingiustificati». Moser ammette tuttavia che c’è chi ha «giocato» troppo con i prezzi: «Chi ha alzato in modo esagerato le tariffe a settembre-ottobre ora rischia di trovarsi con le camere vuote».