i ricordi
sabato 29 Novembre, 2025
Don Marcello Farina, il cordoglio della comunità trentina. «Un uomo coraggioso, capace di andare controcorrente senza mai alzare la voce»
di Redazione
Tantissimi i messaggi in ricordo del prete-filosofo. Il sindaco Ianeselli: «Restano un mistero le folle che don Farina riusciva a muovere»
Si è spento all’alba di ieri don Marcello Farina. Numerosi i messaggi di cordoglio che si sono susseguiti nella giornata di ieri. A partire dalla Federazione Trentina della Cooperazione che, attraverso un comunicato firmato dal presidente Roberto Simoni lo ricorda come «un testimone autentico della fede e del valore di essere comunità, umile e mite, ma al tempo stesso capace di indicare strade, di aprire visioni, di offrire parole che diventavano orientamento. Una bussola, anche se, per la sua profonda umiltà, forse non avrebbe gradito questa definizione».
E conclude: «Con lui se ne va un uomo coraggioso, capace di “andare controcorrente” senza mai alzare la voce, lasciando un’eredità di pensiero limpido, attenzione alle persone e amore per la verità. Se ne va un sacerdote che ha saputo coniugare fede e inquietudine, ricerca e dialogo, profondità culturale e prossimità umana».
Anche la Giunta provinciale di Trento ha ricordato la figura di don Marcello Farina: «È una notizia che genera un sentimento di dolore e commozione – commenta a nome dei colleghi dell’esecutivo il presidente Maurizio Fugatti – lasciando un vuoto difficile da colmare. Resta il grande esempio che don Marcello ha sempre dato alla nostra comunità, ai credenti ed ai laici, ma anche a tante generazioni di giovani che ha saputo affascinare con la sua fede, la sua cultura e la dolcezza che rafforzava il rigore e la coerenza del suo messaggio».
«Oggi se n’è andato don Marcello Farina, prete, filosofo, insegnante e sempre, in ogni occasione, maestro di libertà, uomo dell’ascolto e del dialogo. Così il sindaco Franco Ianeselli ha ricordato don Marcello Farina Per chi non lo conosceva, restano un mistero le folle che don Farina riusciva a muovere quando teneva una lezione all’università della terza età o quando celebrava la messa nelle più sperdute parrocchie. Ma chi ha avuto il privilegio di ascoltarlo anche solo una volta, fosse laico e credente, non si stupisce affatto: perché don Farina aveva il dono di unire l’audacia, la profondità del pensiero alla più umana delle arti: l’arte dell’incontro, del dialogo, della comprensione senza pregiudizi».
E conclude Ianeselli: «Grazie don Farina per essere stato in tanti anni un punto di riferimento per i tuoi studenti del liceo, per gli universitari della Fuci, per gli artisti, per gli anziani, per i fedeli, per gli agnostici e per i non credenti. Grazie per aver condiviso la tua ostinata ricerca di verità con tutti gli spiriti inquieti della città».
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