forze dell'ordine
giovedì 27 Marzo, 2025
Il questore di Trento Fabrizio Mancini se ne va. Al suo posto arriva da Roma Nicola Zupo
di Redazione
Ha guidato il commissariato di Sanremo, la polizia postale del Lazio, è stato capo della squadra mobile a Pescara e primo dirigente all’Aquila
Il questore di Trento Fabrizio Mancini, arrivato pochi mesi fa, lascerà la città nelle prossime settimane per assumere lo stesso incarico all’Aquila. Dura poco, quindi, l’esperienza di Mancini a Trento che era arrivato in città appena il 2 ottobre dell’anno scorso. Ora torna a L’Aquila dove aveva vissuto a lungo prima di tornare nella sua città d’origine, Roma. Al suo posto, secondo indiscrezioni, arriva Nicola Zupo, attuale direttore del servizio centrale di Protezione della polizia. Il dottor Zupo ha avuto una carriera con esperienze molto variegate sia sul territorio che a Roma nei servizi centrale. Tra le altre cose ha guidato il commissariato di Sanremo, la polizia postale del Lazio, è stato capo della squadra mobile a Pescara e primo dirigente all’Aquila.
L’addio di Mancini, comunque, diventa anche argomento di campagna elettorale con la candidata sindaca Giulia Bortolotti che chiede maggiore attenzione alle esigenze del capoluogo: «Nel ringraziare il questore Mancini per il lavoro che sta portando avanti, se il trasferimento a L’Aquila fosse confermato, non possiamo non rilevare che ancora una volta il bene della città sarebbe subordinato ad altre logiche romanocentriche.
In materia di sicurezza e serena convivenza Trento oggi sconta problemi inesistenti fino a qualche anno fa. Per questo è indispensabile che le figure di vertice a cui il presidio della sicurezza e dell’ordine pubblico è demandato, rimangano al loro posto per il tempo necessario e almeno sufficiente ad impostare una strategia e realizzarla. Non è pensabile che, come fatto finora, sindaco e presidente della Provincia su questo tema si facciano vivi solo in occasione dei saluti di rito per insediamenti e commiati. Se finora ciò non è stato fatto noi ci impegniamo a pretendere che questori e commissari del governo trovino in Trento non una sede di passaggio, ma una destinazione di prestigio in cui mettere a frutto, per il tempo necessario, le proprie doti a favore della cittadinanza a garanzia del bene sicurezza che evidentemente da Roma a Piazza Dante, passando per Palazzo Thun, serve solo come argomento da campagna elettorale salvo dimenticarsene contemporaneamente alla chiusura dei seggi».
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