il flop
venerdì 8 Novembre, 2024
Ambulatori per i codici bianchi, salta il progetto. Apss: «Pochi medici hanno aderito»
di Redazione
L'ira dei sindacati: «L'Azienda scarica la responsabilità sui colleghi»
Oggi dovevano partire i primi ambulatori per i codici bianchi accanto agli ospedali di Trento e Rovereto, ma non se farà nulla. Il progetto salta ancor prima di iniziare.
Ieri – in un comunicato stampa – l’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) ha fatto sapere che «il progetto ambulatori codici bianchi, in accordo con l’assessorato» resterà congelato «dato l’insufficiente numero di adesioni di medici di medicina generale e continuità assistenziale per partire con il progetto pilota su Trento e Rovereto». Si tratta di un tentativo, voluto dall’assessore provinciale alla salute Mario Tonina, per alleggerire la pressione sui pronto soccorso. Si è deciso di «rimandare la partenza in attesa di ulteriori adesioni di professionisti».
Furiosi i sindacati, che attraverso una nota di Fimmg Trentino sollevano la polemica: «Invece di ringraziare i colleghi – si legge – che si sono resi disponibili ad attività aggiuntiva per rispondere ad una richiesta di salute voluta dalla politica, in un periodo in cui c’è forte carenza di medici sia sul territorio sia nell’Emergenza Urgenza, Apss lancia la palla in tribuna scaricando su di loro la responsabilità della mancata attivazione degli ambulatori».
È previsto per oggi il confronto tra i sindacati, la Provincia e l’Azienda.
Chiesa
Tra i nuovi incarichi della Diocesi, sei ai missionari Verbiti: a Varone il parroco messicano Sallustino Hernandez Sanchez e il vicario vietnamita John Hyun Cho
di Alberto Folgheraiter
Fanno parte della congregazione religiosa il cui nome ufficiale è “Società del Verbo Divino” fondata nel 1875 dal missionario tedesco Arnoldo Janssen
Sanità
Giornata internazionale contro l'abuso di droga. Levari (Asuit): «I Serd più efficaci, ma crescono pluriconsumo e crack anche tra i giovani»
di Massimo Furlani
La direttrice dell’Unità operativa dipendenze: «Pandemia e lockdown hanno inciso sul fenomeno, serve puntare su formazione e prevenzione»