la reazione
martedì 30 Luglio, 2024
Abbattuta l’orsa KJ1, de Guelmi attacca la Provincia: «Pochi investimenti nella prevenzione e Pacobace troppo vecchio, va modificato»
di Redazione
L’ex veterinario provinciale contro il foraggiamento artificiale per la caccia: «Rende gli esemplari confidenti»
«Un triste e tragico epilogo di una storia preannunciata». Sono dure le parole dell’ex veterinario provinciale e grande esperto di orsi, Alessandro De Guelmi, contenute in una lettera che ha intitolato «La morte di Kj11». L’abbattimento dell’orsa che poche settimane fa aveva aggredito un turista francese nei boschi di Dro non è piaciuta all’ex veterinario provinciale che critica aspramente la condotta negligente dell’amministrazione in termini sia di prevenzione che di monitoraggio degli esemplari.
Tra gli errori segnalati da de Guelmi, il mancato investimento da parte della Provincia, per l’appunto, «in ricerca e nel monitoraggio al fine di migliorare le nostre conoscenze sulla popolazione degli orsi trentini e del loro utilizzo del territorio». Cosa che porterà ad un aumento di «animali su cui intervenire mediante l’abbattimento».
A ciò si somma «il ventennale ritardo ritardo nella sostituzione dei bidoni dei nostri rifiuti organici che per anni hanno attirato e continuano ad attirare gli orsi nei centri abitati».
Poi solleva le problematiche legate all’attività di caccia ritenendo che «la pratica tuttora consentita del foraggiamento artificiale degli ungulati a scopo venatorio» porti gli orsi ad avvicinarsi all’uomo, «rendendoli problematici e pericolosi per la sicurezza delle persone».
De Guelmi sottolinea come anche il regolamento dedicato alla gestione degli orsi, il Pacobace, sia ormai superato, «vecchio di 25 anni fa» ed andrebbe modificato adattandolo alle esigenze e al numero di esemplari presenti oggi in Trentino. «Ma – precisa- non possiamo modificarlo ora in questo momento di ansia e psicosi collettiva in cui i pareri tecnici sono sempre meno considerati».
E conclude con una stoccata a Fugatti: «Paradossale che il maggior responsabile politico di questa cattiva gestione degli orsi in Trentino si erga adesso a paladino della sicurezza delle persone attraverso ordinanze e proclami dimenticando le sue gravi responsabilità in merito alle manifeste carenze in termini di ricerca e monitoraggio e prevenzione».
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