Basket
domenica 7 Aprile, 2024
L’Aquila Basket sfiora l’impresa ma deve arrendersi a Milano per 91 – 86
di Massimo Furlani
Situazione di classifica che rimane praticamente invariata alla luce dei ko sugli altri campi di Sassari, Napoli e Tortona
L’Aquila Basket si arrende in volata ai campioni dell’Olimpia Milano nella 26° giornata di LBA. Al Forum di Assago Forray e compagni escono a testa altissima dopo un’ottima partita condotta per larghi tratti anche in doppia cifra di vantaggio, ma alla fine l’esperienza e il talento dei veterani di Eurolega meneghini condannano i bianconeri al ko numero 13 in stagione. Situazione di classifica che rimane praticamente invariata alla luce dei ko sugli altri campi di Sassari, Napoli e Tortona.
Dopo le prime fasi di studio con il nuovo assetto privo di ali grandi di ruolo, Trento prova il primo allungo della gara nel segno di Alviti, Niang e Mooney scappando anche sul +10 (10-20). Milano inizia a farsi sentire sotto i tabelloni con Hines ma i bianconeri chiudono benissimo la prima frazione con due triple consecutive per il 20-33. Coach Messina si rivolge alla panchina e Bortolani guida la rimonta dei lombardi che ritornano fino al -5, le percentuali da lontano dell’Aquila però non accennano a diminuire: Alviti e Baldwin ripristinano le distanze e a metà gara il tabellone recita 44-52. Al rientro dagli spogliatoi l’Olimpia riapre completamente la partita con Napier e riesce anche a sorpassare (61-60), Galbiati deve fare i conti anche con i problemi di falli di un ottimo Niang arrivato al suo quarto personale. Alviti, Baldwin e Forray realizzano tre canestri fondamentali per mantenere l’Aquila davanti sul 69-73 dopo mezzora di gioco. Un parziale di 12-0 in favore dei padroni di casa in avvio di quarto periodo indirizza la partita: i bianconeri scivolano a -6 (81-75) e non riescono più a segnare da lontano, Baldwin è l’ultimo ad alzare bandiera bianca ma in lunetta Milano è glaciale. Termina 91-86.
L'addio
Lutto nel mondo del calcio: è morto Igor Protti. La figlia Noemi: «Il tuo 90esimo minuto era portarmi all’altare, ci sei riuscito e non ti ringrazierò mai abbastanza»
di Redazione
L'ex calciatore e dirigente sportivo, bandiera del Livorno e capocannoniere del Bari, si è spento dopo una lunga malattia all'età di 58 anni
L'intervista
I 75 anni di Francesco Moser: «L'avversario più forte? Hinault. Saronni? Un rompiscatole. Il ciclismo italiano è in crisi e per i miei "eredi" in famiglia è troppo presto»
di Lorenzo Fabiano
«Vincere il giro con arrivo in Arena è stata la gioia più grande. Tra i vini che produco quello a cui tengo di più è il Trento Doc Metodo classico»