La polemica
venerdì 1 Settembre, 2023
Orso continua lo scontro nel centrodestra. Spinelli: «Di cattivo gusto selfie di Urzì con famiglia Papi»
di Donatello Baldo
Oltre allo scontro tra i due esponenti di centrodestra la presa di posizione del presidente del Parco Adamello-Brenta Walter Ferrazza: «Non ho paura di chiedere scusa ai parenti del ragazzo ucciso»
Botta e risposta tutto interno al centrodestra. Il tema, quello dell’orso. I protagonisti, il deputato e commissario di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì e l’assessore nonché capolista della Lista Fugatti Achille Spinelli. «Ho appreso della visita di Urzì alla famiglia di Andrea Papi — afferma Spinelli — gesto in sé apprezzabile come del resto il recente cambiamento di linea politica sul tema orsi del partito che egli rappresenta». Ma critica aspramente la foto pubblicata dallo stesso Urzì sui social e in allegato al comunicato stampa inviato ai giuntali: «Non posso esimermi — afferma infatti Spinelli — dall’esprimere disappunto per il selfie con il quale il commissario di Fratelli d’Italia ha inteso immortalarsi in tale circostanza, ostentazione a mio avviso non di buon gusto». E conclude, appellandosi all’alleato: «In simili situazioni ogni mostra di sé risulta stonata e fuori luogo e rischia di proiettare non solo sulla propria forza politica ma sull’intera coalizione l’accusa di esibizionismo e insensibilità. Da cui mi dissocio».
A breve giro la replica di Urzì: «Spinelli si duole del mio selfie davanti allo striscione che recita “Giustizia per Andrea”. Sono certo che la collaborazione che avremo nella futura maggioranza provinciale, in cui Fratelli d’Italia rivestirà un ruolo centrale, lo convincerà di quanto sia meglio dolersi di tutto ciò che non è stato fatto per evitare la tragedia».
E per giustificare il selfie, afferma: «Rivendica la vicinanza delle istituzioni alla famiglia, e io sono parte di una di queste, il parlamento. Famiglia — aggiunge — che sono certo avrebbe gradito molto anche un selfie di Spinelli di fronte all’immagine di Andrea, per richiamare a se stesso, alla propria coscienza, ma soprattutto alla coscienza collettiva, il dovere di non dimenticare questa drammatica vicenda».
Al netto della polemica interna al centrodestra, la richiesta di perdono alla famiglia Papi da parte del presidente del Parco Adamello Brenta, Walter Ferrazza. Che cita papa Francesco: «Il perdono non cambia il passato, ma fa allargare il futuro. Tra i tanti insegnamenti di questo Papa quello che più mi è caro è che non bisogna mai avere paura di chiedere scusa.
A patto di essere consapevoli delle ragioni che ci spingono a farlo, così come degli impegni pro futuro che ogni offerta di scuse dovrebbe obbligare a sottintendere».
E spiega: «Lo dico, naturalmente, con riferimento alle richieste che la famiglia di Andrea Papi ha avanzato dopo la tragedia da cui è stata colpita. Il Parco, per amor di verità, è stato costretto da allora a ripetere con una certa monotonia due questioni: innanzitutto, che da tempo la gestione della presenza dell’orso nelle nostre valli non è più in capo al nostro Ente, e che, sul piano prettamente scientifico, il progetto europeo di ripopolamento dell’orso bruno nelle valli del Parco (terminato nel 2004) ha raggiunto gli obiettivi che si era fissato, passando poi ad essere tutt’altro ed in capo ad altri soggetti».
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