La tragedia
venerdì 8 Maggio, 2026
La sorella di Khalid Moukhlis, morto nell’incidente a Calliano: «Dopo la morte di mamma non si è più ripreso, una parte di lui si è spenta»
di Patrizia Rapposelli
«Mi mancheranno la sua voce e il suo sorriso». Fatih (Atlas): «Per lui il lutto è stato tremendo»
«Guardo lo schermo del cellulare convinta che prima o poi squilla. Invece, quella chiamata non arriverà mai… La voce del mio fratellone mi resterà dentro il cuore». Majda, la voce strozzata dalle lacrime, fatica ad accettare la scomparsa di Khalid Moukhlis, l’ operaio edile 32enne di Trento morto nel tragico incidente di mercoledì sera a Calliano. «Era il mio fratello maggiore — racconta — ma da quando è morta nostra mamma, ero diventata io il suo punto di riferimento. Mi ripeteva “guarda che ci sei tu al suo posto”. Ero la sua bussola, quando smarriva la strada». Khalid viaggiava su un furgoncino bianco Volkswagen lungo la statale 12, era diretto verso nord, avrebbe prima tamponato un’altra auto per poi proseguire a forte velocità fino a schiantarsi contro lo spartitraffico e successivamente contro un muro di un’abitazione privata. Il mezzo risultava rubato a Mezzolombardo nella stessa giornata di mercoledì.
L’impatto è stato violentissimo. Il dramma inevitabile nonostante i soccorritori abbiano tentato per tanti e lunghi minuti di rianimarlo sul posto. «È difficile accettare quanto successo — dice con un filo di voce Majda — Ancora non mi rendo conto. Mi mancherà la sua voce e, più di tutto, il suo sorriso. Mi guardava con dolcezza». Khalid viveva a Roncafort, nella casa di famiglia, con papà Abderrahmane, il fratello più grande Morad e la sorella Majda. Proprio lei ricorda il periodo più bello vissuto con lui: «Quando eravamo piccoli — racconta con nostalgia — andavamo sempre a correre lungo il fiume Adige o a Trento nord. Era il momento più bello da condividere con mio fratello». Ha lavorato nel settore della costruzione per un’azienda locale dopo aver preso il diploma di scuola media. «Nel tempo libero, invece, adorava andare a pesca e giocare a pallone. Solo che da quando è scomparsa mamma tutto è diventato tanto difficile. Khalid, in particolare, non si è mai ripreso e una parte di lui si è spenta». A ricordarlo anche Houcine Fatih, presidente dell’associazione dei marocchini «Atlas» di Trento: «L’ho visto crescere: da piccolino era tanto educato. Sei anni fa la scomparsa della mamma è stata tremenda per lui — racconta con dispiacere — Purtroppo, c’è un inizio e una fine. Staremo vicini alla sua famiglia e affronteremo insieme questa tremenda perdita».