Rifiuti
sabato 13 Maggio, 2023
Ipotesi inceneritore a Rovereto, Valduga replica a Facchin: «Non decide un singolo»
di Tommaso Di Giannantonio
Secca la replica del sindaco all'assessore di Trento che aveva indicato nella Città della Quercia il sito migliore per l'opera
Dosa bene le parole. Non ha nessuna intenzione di dare adito a polemiche, ma che sia rimasto infastidito dalle dichiarazioni di Facchin è palpabile. Durante la discussione in Consiglio, giovedì sera, l’assessore comunale di Trento ha esplicitato il suo pensiero sulla futura localizzazione dell’inceneritore: «È meglio farlo a Rovereto» (il T di ieri). «La questione non si risolve con l’opinione di un singolo», dice con un certo fastidio, appunto, il sindaco della Città della Quercia, Francesco Valduga. Dal canto suo il collega Franco Ianeselli si mantiene su una posizione di equilibrio.
Il Consiglio comunale di Trento era chiamato a votare una delibera della giunta a favore della chiusura del ciclo dei rifiuti con un impianto, così come deciso da Piazza Dante. La Provincia ha chiarito che la preferenza ricade sull’inceneritore, perché si tratta di un impianto più collaudato rispetto al gassificatore. I due siti alternativi sono Ischia Podetti (a Trento) e i Lavini (a Rovereto). Di un impianto «collaudato» ha parlato anche la giunta di Trento nella sua delibera, che ha raccolto 25 voti favorevoli e 8 astensioni, tra cui quelle di Fratelli d’Italia e Lega, due partiti che esprimono la maggioranza in Provincia. Gli altri paletti posti sono la governance pubblica e un meccanismo di compensazioni ambientali. E nella sua replica Facchin si è lasciato andare ad una considerazione: «L’assessore Tonina ha detto che è meglio fare il termovalorizzatore a Rovereto e lo dico anch’io: è meglio farlo a Rovereto». Il giorno dopo il sindaco di Trento puntualizza la posizione del Comune. «Facchin non si è lasciato sfuggire nulla. Ora nel dibattito abbiamo anche il parere dell’assessore comunale — dice Ianeselli — Noi non siamo un Comune nimby. I nimby sono i partiti di Fugatti, che dicono che l’inceneritore può essere realizzato dappertutto, ma non a Trento, come ha fatto la capogruppo della Lega. Noi, dopo l’approfondimento fatto dalla consulenza del Consiglio delle autonomie locali (Cal), tireremo le conclusioni». C’è il nodo politico della Lega, ma c’è anche l’imbarazzo all’interno del centrosinistra autonomista. Certo, Facchin è un assessore tecnico, ma in una giunta di centrosinistra. «Sui rifiuti avremo Consiglio mercoledì — dice il sindaco di Rovereto Francesco Valduga — Lì faremo le nostre valutazioni, partendo dal ragionamento fatto con il Cal. La questione non si risolve con l’opinione di un singolo».
Sempre giovedì, il consigliere della Lega Filippin ha lanciato un’accusa choc, implicitamente contro la Provincia: «Hanno dato fuoco alla discarica per dire che c’era un’emergenza». «È stato un incidente. È meglio moderare i toni — replica l’assessore provinciale Mario Tonina — Ringrazio invece il Comune di Trento per aver preso quella decisione: questa è la strada per affrontare con responsabilità la questione».
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