Tragedia di Caldes
lunedì 8 Maggio, 2023
Jj4, gli animalisti: «Non ha ucciso Andrea Papi». La famiglia: «Fantasie, basta provocare»
di Redazione
La Lega Antivivisezione chiede l'immediata liberazione dell'orsa a seguito di alcuni dati emersi dal resoconto dei forensi che indicherebbero un plantigrado maschio adulto come l'aggressore del runner
Attraverso una nota, Leal (la Lega Antivivisezione) dice che la perizia forense potrebbe scagionare l’orsa Jj4 dall’uccisione di Andrea papi, il 26enne morto nei boschi sopra Caldes il 5 aprile. Una ricostruzione non confermata dalla Procura e che ha indignato la famiglia del giovane che attraverso i propri legali chiede rispetto e parla di «Fantasie» e «provocazioni».
Intanto, però, l’associazione argomenta che dalla relazione tratta dalla perizia veterinaria forense non sarebbe stata l’orsa JJ4 ad aggredire Andrea Papi per i seguenti motivi:
-La dentatura di un animale, per la medicina veterinaria forense, ha lo stesso valore delle impronte digitali umane e quindi la scienza in questa perizia smentisce le menzogne raccontate da Fugatti: nelle relazioni si legge infatti che: «Sono state rilevate lesioni identificabili come da penetrazione di coppia di canini caratterizzate da una distanza tipica dei canini di un orso maschio adulto». Ancora: sempre secondo Leal: «Le femmine di orso presentano infatti misure inferiori rispetto ai maschi sia come massa corporea sia come misure dentali e la relazione continua ancora aggiungendo altri dettagli: “Come correttamente riferito dal dottor Barbareschi, le ferite riscontrate non sono riconducibili ad una attività predatoria, il corpo, infatti, non presenta segni di consumo. La descrizione delle lesioni non corrisponde nemmeno alle ferite che si riscontrano in caso di attacco finalizzato alla eliminazione dell’avversario».
Gian Marco Prampolini, presidente LEAL, dichiara che sono state depositate presso il TAR delle perizie forensi a firma del dottor Roberto Scarcella e dottoressa Cristina Marchetti, e che Leal si batterà «con ancor più forza in tutte le sedi opportune affinché le illegittime ed illogiche ordinanze di abbattimento non possano mietere vittime innocenti. E chiede sin da ora l’immediata liberazione dell’orsa».
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