Giustizia

domenica 28 Giugno, 2026

Accetta alla festa di Pergine, via libera all’espulsione dei due fratelli tunisini arrestati dopo il raid violento

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La Procura di Trento ha concesso il nulla osta al rimpatrio dei due fratelli accusati di aver aggredito un padre e una figlia durante la festa Magna e Tasi. L'espulsione potrà avvenire anche prima della conclusione del processo

La Procura di Trento ha concesso il nulla all’espulsione dei due fratelli tunisini arrestati dopo aver seminato il panico con un’accetta a Pergine Valsugana alcune settimane fa. Adesso i due potranno essere espulsi e rimpatriati senza attendere la fine del processo. Potrebbero, perché l’espulsione dipende in gran parte dall’atteggiamento della Tunisia e anche da una serie di condizioni amministrative. Il nulla osta era stato chiesto dalla Questura come già fatto qualche mese fa per i due albanesi che in via Santa Croce avevano sparato addosso a due tunisini per questioni di droga.

Monam e Feidi Bilel, i due fratelli tunisini che hanno scatenato un violento parapiglia usando anche un’accetta alla festa Magna e Tasi, sabato scorso in piazza Gavazzi, sono ancora in carcere, dopo l’ordinanza di custodia cautelare del gip Gianmarco Giua motivata con la pericolosità sociale e con l’esigenza cautelare di evitare la reiterazione del reato. Davanti al giudice Giua Bilel Feidi, 27 anni, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande. Si è invece difeso, Monam Feidi, 25 anni, che ha materialmente aggredito due persone con l’accetta in mano. Il giovane ha detto di aver agito in questo modo perché era stato provocato da alcune persone, indicate genericamente e non identificate. In cosa sarebbero consistite queste provocazioni il giovane non lo ha detto. Come non ha identificato le persone che lo avrebbero affrontato. Ha solo spiegato che qualcuno lo avrebbe insultato e lui avrebbe reagito con violenza. Avrebbe preso l’accetta solo perché gli avversari erano in numero superiore e poi avrebbe cercato di colpire, ma secondo lui solo con il manico, una persona.

Le immagini raccolte dai carabinieri della compagnia di Borgo Valsugana, però, raccontano un’altra storia. Le telecamere presenti sulla piazza mostrano i due tunisini mentre attaccano briga con un cinquantenne e sua figlia trentenne. I due avrebbero insultato la giovane a più riprese dopo uno sgradito tentativo di approccio. A quel punto il padre della ragazza li avrebbe allontanati con le maniere forti e loro sono tornati armati dell’accetta che probabilmente avevano in macchina. Al momento i due fratelli tunisini sono accusati di lesioni aggravate dall’uso dell’arma da taglio e minacce aggravate per aver agito urlando «ti ammazzo» nei confronti della ragazza e del padre.