cronaca

venerdì 6 Novembre, 2026

Producevano vini diluiti con acqua e con annate falsificate: tre indagati in Trentino

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L'operazione della Guardia di Finanza che ha permesso di scovare una frode nel settore vitivinicolo
I finanzieri del Comando Provinciale di Trento, insieme agli ispettori dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari (I.C.Q.R.F.), hanno eseguito un decreto di perquisizione personale, locale e informatica emesso dalla Procura della Repubblica di Trento. Il provvedimento riguarda tre dipendenti di una nota azienda vitivinicola locale, indagati per associazione per delinquere, frode in commercio e vendita di vini con segni mendaci.
L’operazione nasce dai controlli del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Trento che, in sinergia con l’I.C.Q.R.F., ha scoperto la presenza di acqua di vegetazione in alcune vasche della cantina. Secondo quanto emerso, l’acqua veniva introdotta nei vini tramite osmosi inversa, senza la necessaria registrazione sul sistema telematico SIAN. I successivi esami di laboratorio sui prodotti prelevati hanno confermato gravi discrepanze: lotti certificati e venduti come “IGT 2025” (Indicazione Geografica Tipica) sono risultati irregolari sia per l’origine geografica che per l’annata.
Il meccanismo consentiva all’azienda di abbattere i costi di produzione e aumentare i profitti immettendo sul mercato vini di qualità inferiore spacciati per prodotti d’eccellenza. Le condotte ipotizzate rischiavano di danneggiare l’immagine e l’affidabilità dell’intera filiera vitivinicola trentina.
L’operazione conferma la forte sinergia tra la Guardia di Finanza e l’I.C.Q.R.F. a tutela del Made in Italy e della sicurezza dei consumatori. 

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