Mondo
martedì 3 Novembre, 2026
Midterm, i democratici archiviano il woke e puntano sul «cristianesimo sociale». Chi sono i due candidati che potrebbero vincere in Texas e in Kansas
di Davide Orsato
James Talarico e Adam Hamilton provano a ribaltare il trend in due stati difficilissimi
Poco woke, tanto cristianesimo (sociale). Le elezioni di midterm segnano un cambio di strategia per il partito Democratico in due stati tradizionalmente repubblicani, come il Texas e il Kansas. In questi due casi corrono per il senato due pastori «mainline», ossia appartenenti a chiese protestanti tradizionali, che negli States si sono contrapposte sempre di più, negli ultimi anni, a quelle evangeliche, perlopiù senza denominazione, diventate un grande bacino di voti per Donald Trump. Si tratta del presbiteriano James Talarico che, dopo essersi laureato in teologia è diventato insegnante e di Adam Hamilton, pastore della più grande chiesa metodista degli Stati Uniti, la Resurrection Church di Leakwood, nell’area metropolitana di Kansas City. Il primo sfida l’esponente MAGA Ken Paxton, senatore dal 2013, il secondo tenta l’impossibile in uno degli stati più «rossi» d’America.
La sfida del Texas
In Texas si presenta un insieme di condizioni che potrebbe rendere particolarmente competitiva la sfida per il Senato. Si vota durante il mandato di un presidente repubblicano, Donald Trump, alle prese con il malcontento legato all’aumento del costo della vita e alla guerra con l’Iran. A questo si aggiunge la candidatura di Ken Paxton, procuratore generale del Texas, segnato da anni di controversie giudiziarie e politiche.
Paxton ha conquistato la nomination repubblicana superando il senatore uscente John Cornyn, anche grazie al sostegno di Trump. La sua candidatura ha però suscitato preoccupazioni in una parte dell’establishment del partito, che teme che le vicende giudiziarie e gli scandali possano renderlo vulnerabile agli occhi degli elettori.
Dall’altra parte c’è, per l’appunto James Talarico, deputato democratico dello Stato. La sua campagna ha puntato sul tema della corruzione e sull’influenza dei grandi patrimoni e delle corporation nella politica americana. Paxton viene indicato dal candidato democratico come l’incarnazione di un sistema nel quale il potere economico condiziona le decisioni pubbliche, mentre i cittadini devono fare i conti con prezzi sempre più alti.
La competizione ha attirato risorse finanziarie enormi. Secondo i dati riportati da Reuters, la spesa pubblicitaria complessiva della corsa ha superato i 500 milioni di dollari, con un forte intervento dei gruppi esterni a sostegno di Paxton. Elon Musk ha contribuito con 158 milioni di dollari al Senate Leadership Fund, che ha poi trasferito risorse a un comitato impegnato nella campagna texana. T
I sondaggi pubblicati alla vigilia del voto descrivono una gara aperta. La media di RealClearPolitics aggiornata al primo novembre attribuiva a Talarico un vantaggio di 2,5 punti su Paxton, ma diverse rilevazioni indicavano un confronto molto più ravvicinato, anche in parità. Una fotografia che non consente di considerare scontato il risultato.
Da molti anni circola negli ambienti democratici la suggestione di rendere il Texas uno stato «blue», cioè democratico. Talarico, a precisa domanda, ha detto che preferisce che il suo stato sia «purple», viola, cioè contendibile, in modo da spronare i propri rappresentanti ad agire nell’interesse dei cittadini e non dei partiti.
La sfida del Kansas
L’altra sfida simbolica si gioca in Kansas. Hamilton dovrà affrontare il senatore repubblicano uscente Roger Marshall, medico ginecologo entrato in politica circa dieci anni fa.
Il Kansas è uno Stato tradizionalmente repubblicano. I democratici non eleggono un senatore dal 1932 e Hamilton prova a interrompere una serie negativa che dura da 94 anni.
La sua candidatura era stata considerata da alcuni osservatori una scommessa difficile. La scelta di un pastore alla guida di una grande comunità religiosa, tuttavia, si è rivelata capace di attirare consensi anche al di fuori del tradizionale elettorato democratico.
Hamilton si è presentato come un candidato moderato e indipendente, evitando di identificarsi con le posizioni più progressiste del partito.
La sua abilità oratoria e la notorietà acquisita attraverso la congregazione, le trasmissioni televisive e i libri hanno contribuito a renderlo una figura conosciuta ben oltre l’ambiente metodista.
Anche in Kansas la campagna è stata accompagnata da attacchi personali. Marshall ha definito Hamilton un «amministratore delegato di business religiosi», contestando il modello organizzativo della sua congregazione. Dall’altra parte, la campagna democratica ha richiamato le vicende legate all’attività medica del senatore: secondo le ricostruzioni citate durante la campagna, il suo studio avrebbe portato in tribunale centinaia di pazienti per fatture non pagate, con alcuni casi sfociati in arresti legati alla mancata comparizione davanti ai giudici.
I sondaggi più recenti hanno mostrato Hamilton davanti a Marshall, ma con margini contenuti e rilevazioni non del tutto concordi. La media dei sondaggi aggiornata al primo novembre indicava il democratico avanti di 3,6 punti. Anche in questo caso, dunque, il risultato resta aperto.
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