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lunedì 2 Novembre, 2026

Salvini vuole Failoni in Parlamento. Ecco perché la candidatura dell’assessore a Roma potrebbe tornare utile

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Il segretario del Carroccio vuole blindare i fedelissimi. Tra i nomi anche Bisesti e Paccher. Le elezioni nazionali servirebbero anche a evitare di concorrere con Fugatti alle Provinciali

«Non so nemmeno se andrò a Roma per la laurea di mia figlia, immaginarsi in Parlamento». Soltanto pochi mesi fa, l’assessore Roberto Failoni rispondeva così, con ironia, a chi gli chiedeva se avesse intenzione di candidarsi alle elezioni politiche. Rispondeva da trentino doc, e da leghista doc, pronto a farsi in quattro per il suo territorio ma refrattario ai richiami di Roma, che resta pur sempre «ladrona». Ora però qualcosa è cambiato. E le ragioni sarebbero più d’una.

La prima: lo chiede Salvini. E si obbedisce. La questione è la seguente: alle prossime elezioni la Lega è data al lumicino, poco sopra il 5%. Il Capitano potrà portare alla Camera e al Senato una piccola pattuglia, e servono i fedelissimi. Perché se si vincono le elezioni saranno tutti contenti, ma se si perdono è altamente probabile che riesploderà la questione interna al partito. Questa volta Salvini potrebbe essere messo sul serio in discussione, e sia mai che gli si rivoltino contro anche i gruppi parlamentari. Per questo sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama ci vuole uno come Roberto Failoni, che il verbo salviniano non lo ha mai messo in dubbio. C’è già chi prevede la candidatura sul collegio della Camera di Rovereto, che contiene anche le Giudicarie e la Rendena, i territori dove Failoni fa il pieno di consensi. Ma se quel collegio lo vincesse il centrosinistra? Sembra che un posto per Failoni ci sia anche nel listino bloccato che scatta soltanto in caso di premio di maggioranza. Insomma, Salvini vorrebbe «blindare» l’assessore leghista ad ogni costo.

Lui e — sembra di capire — l’attuale capogruppo in Consiglio provinciale, Mirko Bisesti, che per l’età (non ha ancora quarant’anni) deve per forza candidarsi alla Camera, sul collegio di Trento. Con questa formazione resterebbe un posto da coprire, perché sembra che lo schema sia quello del tre+tre da dividersi tra Lega e Fratelli d’Italia: i due collegi uninominali alla Camera (Trento e Rovereto) e i tre del Senato (Trento, Rovereto e Pergine Valsugana) più quello di Bolzano-Laives. Forza Italia farebbe un passo indietro, un accordo per cedere un parlamentare in cambio della candidatura alla presidenza della Provincia del civico Mattia Gottardi, che con il partito azzurro si è già alleato. Ma questa è un’altra storia.

Tornando alla spartizione dei collegi, la Lega avrebbe un altro nome su cui puntare, e l’ipotesi è quello di Roberto Paccher sul Senato della Valsugana. E le due parlamentari uscenti — Elena Testor e Vanessa Cattoi — salterebbero di conseguenza, recuperate semmai alle successive elezioni provinciali.
E veniamo al secondo motivo per cui Failoni potrebbe essere candidato alle elezioni nazionali: la prospettiva di un flop alle elezioni provinciali. L’assessore, mister preferenze nel 2023, potrebbe essere in difficoltà nel 2028: se in lista ci sarà Maurizio Fugatti, tutti i voti se li prende quest’ultimo. La sua popolarità è evidente, e chi scriverà sulla scheda il nome dell’ex governatore non potrà scrivere quello di Failoni, o l’uno o l’altro, perché c’è la doppia preferenza di genere: sono ammesse due preferenze se alternate per genere. Il timore, per Failoni, è di arrivare secondo, anche solo per un voto in meno di Fugatti, e così perderebbe il diritto a entrare in giunta. In questo senso un flop. Che brucerebbe molto e sarebbe vissuto come una sconfitta.

Ma non è solo Failoni a temere le elezioni provinciali. Anche Mirko Bisesti, anche Roberto Paccher si troverebbero in difficoltà con Fugatti in lista. La prospettiva è di fare quattro, cinque consiglieri al massimo, e il rischio è che venga eletto Fugatti e le donne in lista con cui ha fatto il tandem: Stefania Segnana e Giulia Zanotelli. I restanti seggi chissà, ma comunque con la prospettiva di rimanere cinque anni a fare i consiglieri semplici. Quindi, meglio Roma, anche se ladrona.

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