la presentazione
lunedì 26 Ottobre, 2026
Perché «figli maschi» e «maternità» non sono più parole neutre: nasce un dizionario che indaga il linguaggio del patriarcato quotidiano
di Redazione
Lunedì 5 novembre l’incontro con l'autrice Marzia Camarda per riflettere sul legame tra parole e potere
«Educazione all’affettività». «Figli maschi». «Violenza economica». «Ipertrofia della maternità». «Famiglia nucleare». Non si tratta di parole qualsiasi, ma di cinque dei 2417 lemmi inseriti da Marzia Camarda nel primo Dizionario di genere, che esplora le intersezioni tra linguaggio, cultura e potere, offrendo ai lettori gli strumenti per riconoscere e ripensare le dinamiche di genere radicate nella comunicazione quotidiana.
L’autrice sarà protagonista dell’incontro pubblico in programma giovedì 5 novembre, dalle 17 alle 20, al Teatro San Marco, L’amore si impara. Rapporti affettivi, coppie, famiglie e igiene delle relazioni, organizzato dall’Amministrazione comunale insieme al Consiglio delle donne per riflettere sul modo in cui il linguaggio influenza la realtà.
All’entrata il pubblico riceverà alcune parole del dizionario, che attraverso la loro spiegazione offriranno a Camarda lo spunto per mostrare come anche il linguaggio possa contribuire a riconoscere e prevenire la violenza e, al tempo stesso, concretizzare la parità di genere.
Al termine dell’intervento seguirà la proiezione del film Herself di Phyllida Lloyd (Irlanda/Regno Unito, 2020 – 97 minuti). L’opera racconta la storia di Sandra che, dopo anni di violenze domestiche, lascia il compagno e cerca di ricostruire una vita per sé e per le due figlie. Di fronte alla difficoltà di trovare una casa, decide di costruirla con l’aiuto di una comunità di persone solidali. Il film affronta la violenza di genere non soltanto come esperienza individuale, ma come fenomeno intrecciato a condizioni economiche, abitative e sociali, riflettendo su relazioni di genere, potere, disuguaglianze e possibilità di autodeterminazione.
Il contributo di Camarda sarà anche specificatamente rivolto ai dipendenti dell’Amministrazione, che dalle 14 alle 16, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Geremia potranno partecipare a un momento formativo dedicato al divario di genere sul luogo di lavoro. Questo importante occasione di crescita è confronto nasce da un’idea del Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, che oltre alla lezione ha proposto l’acquisto di una copia del volume per ogni servizio, così da renderlo sempre consultabile a tutti i dipendenti. L’obiettivo è quello di rendere i dipendenti più consapevoli e formati, migliorando così l’ambiente di lavoro e la qualità dei servizi rivolti alla cittadinanza.
Manifesto 25 novembre: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Per il 2026 il Consiglio delle donne ha scelto di valorizzare questa importante ricorrenza non con un singolo evento dedicato, ma con la costruzione di una rete di soggetti che si sono impegnati nella realizzazione di un ampio palinsesto di iniziative diffuse tra novembre e inizio dicembre. Il programma coinvolge scuole, università, istituzioni, associazioni, realtà professionali e circoscrizioni, affrontando il tema della violenza maschile contro le donne, del rispetto e dell’autonomia femminile attraverso molteplici linguaggi: dal teatro al cinema, dal confronto sul lavoro all’educazione finanziaria, fino ad approfondimenti giuridici, psicologici e laboratori per le famiglie.
Si comincia venerdì 13 novembre alle 9 al Castello del Buonconsiglio con il convegno interdisciplinare sugli stereotipi e sulle disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro Il lavoro non è neutro, organizzato da Gi.Pro e Altre Parole per individuare prospettive e strumenti con cui promuovere contesti professionali più equi e inclusivi.
Nel pomeriggio, alle 18, nelle Cantine di Torre Mirana ci sarà Show me your Labels, l’evento interattivo di arte contemporanea dedicato al tema delle etichette sociali a partire dall’opera scultorea di Tania Dotti. Insieme all’artista, alla curatrice Eva Lavinia Maffei e alla psicologa Paola Taufer, i visitatori potranno interagire e partecipare attivamente all’opera, contribuendo a creare uno spazio di dialogo aperto. Il progetto è organizzato da Fidapa Trento nell’ambito della Trento Fashion Week.
Si prosegue sabato 14 novembre dalle 9.30 alle 13 al Castello del Buonconsiglio con Pari Passo: Ridisegnare il lavoro tra genere, famiglia e professione, un tavolo di confronto tra istituzioni, aziende, professionisti e associazioni sul tema della responsabilità della cura e della parità professionale, organizzato dal Consiglio delle Donne del Comune di Trento e Gi.Pro.
A seguire, sempre il 14 novembre alle 17, nella sede di Sos Parole in via Zambra, ci sarà Circle Time Adolescenza: le relazioni romantiche, un incontro di formazione per accompagnare la vita relazionale di adolescenti e adulti di riferimento curato dall’associazione Elissa.
Giovedì 19 novembre alle 18, nella Sala Fondazione Caritro di via Calepina 1, è in programma Qual è il prezzo del genere?, il seminario di educazione finanziaria e consapevolezza economica con Barbara Poggio, Edoardo Lozza e Aminata Gabriella Fall, moderato da Annalisa Monfreda e curato da ItaSolidale.
Triplo appuntamento per venerdì 20 novembre. Alle 17 ad Harpolab in piazza Garzetti ci sarà la proiezione del film Primo Amore di Matteo Garrone, accompagnata dall’intervento di Alessia Tuselli del Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento e curata dall’Associazione italiana avvocati per la famiglia e minori. Alle 20, al Teatro di Cognola, gli alunni e le alunne dell’istituto comprensivo Trento 2 illustreranno i lavori svolti nell’ambito del progetto Le parole fanno la differenza, con il contributo di Stefania Cavagnoli, docente di linguistica applicata e glottodidattica, e la performance di danza Rompi il silenzio a cura di AzioneDanza. L’evento è curato dalla Circoscrizione Argentario. E ancora, sempre alle 20, al Teatro Dematté di Ravina andrà in scena lo spettacolo teatrale Rompi il silenzio. Amore non è Violenza, realizzato dalla Compagnia che non c’è per sensibilizzare la comunità e curato dalla Circoscrizione Ravina-Romagnano e dal Circolo Acli Ravina.
Sabato 21 novembre alle 16, nella sede di Sos Parole in via Zambra, sarà possibile partecipare all’incontro di formazione Le fiabe come strumento di relazione e di prevenzione, un percorso psicopedagogico e antropologico sulla simbologia delle fiabe europee e africane bantu curato dall’associazione Elissa.
In piazza General Cantore, domenica 22 novembre alle 15, ci sarà un momento di riflessione pubblica e memoria attorno alla panchina rossa simbolo di impegno contro la violenza sulle donne: Non è solo una panchina è curato dall’associazione culturale Donne Albanesi in Trentino “Teuta”.
La parità in gioco, laboratorio esperienziale per riconoscere e contrastare discriminazioni e violenze di genere nello sport, è la proposta della Circoscrizione Povo in programma lunedì 23 novembre alle 17.30 nella sala Agorà della Casa Sociale di Povo.
L’Associazione italiana donne ingegneri e architetti – sezione di Trento organizza, alle 18 del 24 novembre, Trento, (non solo) a passo d’uomo, una passeggiata serale dalla stazione Cristo Re al parco della Predara per riflettere anche con letture animate sull’inclusività e la sicurezza degli spazi urbani vista con gli occhi delle donne.
Molte le proposte in programma per mercoledì 25 novembre. Alle 10 al Teatro San Marco andrà in scena Storia di un No, spettacolo teatrale riservato agli studenti delle scuole superiori con dibattito finale sulle relazioni di genere, curato da Lions Club Women and Men Zona Trento.
Alle 15 nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Geremia ci sarà l’evento organizzato dal Comitato pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Trento e patrocinato dal Comune di Trento Non sempre si vede. Riconoscere la violenza contro le donne con disabilità, che offrirà l’opportunità di approfondire con un approccio multidisciplinare i temi della discriminazione intersezionale insieme a Giuseppe Arconzo, professore di diritto costituzionale dell’Università degli studi di Milano, Kelly Mae Smith, componente del Comitato e dottoranda in studi giuridici comparati ed europei all’Università degli Studi di Trento, e a Katia Caravello, psicologa-psicoterapeuta e presidente dell’associazione Le lenti del pregiudizio.
Alle 17, nella sala Gabardi-Mosna di Gardolo, la Circoscrizione organizza una serata informativa insieme a TeatroOvunque, che metterà in scena una rappresentazione teatrale a cui seguirà il dibattito. Alle 18.30 al Teatro di Meano ci sarà il reading teatrale e dibattito dedicati alle forme di controllo psicologico e alla violenza silenziosa Devi solo ringraziare, curato dall’associazione Rifiuti Speciali. E ancora, per la giornata del 25 novembre, nelle biblioteche cittadine aderenti sarà consegnato il segnalibro: leggi i segnali della cyberviolenza, un’azione che rientra nell’iniziativa diffusa legata alla campagna europea per prevenire e riconoscere i segnali della violenza digitale curata da Soroptimist International Club di Trento.
Il 26 novembre alle 20.30, nella sala delle associazioni di Sopramonte, ci sarà l’incontro con le operatrici e le volontarie del Centro Antiviolenza di Trento Non restiamo a guardare: il ruolo della comunità nella prevenzione della violenza maschile contro le donne, curato dalla Circoscrizione Bondone.
Venerdì 27 novembre, nella sala polivalente di Cognola, ci sarà l’incontro curato dalla Circoscrizione Argentario Per Giulia e per Tutte Noi con la partecipazione di Barbara Poggio, professoressa dell’Università di Trento, Pro rettrice UniTn e membro della Fondazione Giulia Cecchettin, durante il quale sarà presentato il progetto giovanile Not Alone, esempio concreto di attivismo e supporto giovanile.
Per tutto il mese di novembre, ogni giovedì uscirà una nuova puntata del podcast realizzato da Associazione artigiani trentini, Mutua artieri e Movimento donna Impresa Voci per il benessere alla pari, dedicato a pari opportunità, rispetto e inclusione nella vita e nel lavoro. I contenuti saranno disponibili su www.mutuaartieri.it, Spotify e YouTube.
Le iniziative proseguiranno anche nel mese di dicembre. Doppio appuntamento martedì primo dicembre. Alle 11, nella sala Nones di Palazzo Benvenuti in via Belenzani, saranno presentati gli adesivi e segnalibri con il “Signal for Help”, il gesto silenzioso di richiesta di aiuto promosso da Lions Club Women and Men Trento, Fidapa Trento, associazione Elissa e Zonta Trento. A seguire, alle 20.30, nella sala polivalente di Cognola, la Circoscrizione Argentario promuove il laboratorio esperienziale per adulti e famiglie condotto dall’associazione Zona Franca Mappe Emotive, dedicato alla cultura dell’affettività e alla costruzione di legami sani.
Infine, venerdì 4 dicembre alle 10, al Centro servizi anziani Contrada Larga l’associazione Mafalda Donne Trento e Inner Wheel Club Trento Castello, nell’ambito della campagna Orange the World, organizzano Stop alla violenza, una mattinata intergenerazionale dedicata a anziani, ragazzi e bambini per promuovere con attività ludico-musicali la cultura della prevenzione, del rispetto e dell’ascolto. Sarà inoltre presentato il programma internazionale “My Body Is My Body – Il mio corpo è mio!”, che accompagna i bambini alla conoscenza della sicurezza corporea, dei propri confini e degli adulti di fiducia ai quali chiedere aiuto. e bambini.
Per maggiori dettagli, contatti di riferimento e aggiornamenti sui singoli appuntamenti è possibile consultare i canali ufficiali del Comune di Trento e dei soggetti promotori.
Il Manifesto è nato grazie all’azione del Consiglio delle Donne, che per la sua composizione riunisce assessore, consigliere comunali e circoscrizionali e associazioni e che ha consentito al Consiglio di fare da collante tra i diversi soggetti e di innescare nuove progettualità.
Anche l’elaborazione grafica realizzata per celebrare la ricorrenza nasce dalla condivisione del progetto con una scuola e dall’adesione di una studentessa ad un percorso di alternanza scuola-lavoro, che le ha consentito di sperimentare il lavoro grafico e conoscere da vicino il funzionamento di un ufficio pubblico.
In particolare, l’intera classe è stata guidata dal docente di riferimento in un brainstorming per individuare suggestioni su cui lavorare, consentendo così ad ognuno di riflettere sul tema della violenza di genere.
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